Dalla cybersicurezza al cloud, dai campioni europei all'euro digitale: l'eurodeputato Ppe traccia la rotta per un'Unione competitiva e indipendente
L'Unione europea deve garantire un livello di difesa anche in ambito tecnologico, della logistica e della competitività, oltre a quello militare. Lo dichiara a "Voci dal Parlamento" dell'Adnkronos Marco Falcone, eurodeputato di Forza Italia (Ppe) e membro della Commissione Affari economici e monetari, a margine dei lavori della plenaria all'Eurocamera, sottolineando che le istituzioni europee stanno "giustamente" investendo molto sulla sovranità tecnologica e sulla cybersicurezza.
In tal senso "ha fatto bene la Commissione europea a chiedere di poter verificare Mythos", il modello di intelligenza artificiale specializzato in cybersicurezza della statunitense Anthropic, al fine di "poter scandagliare questi sistemi che potrebbero anche essere aggressivi nei nostri confronti", rileva Falcone. "E questo perché noi dobbiamo procedere a realizzare un nostro sistema, in un principio di sovranità tecnologica che difenda l'Europa e che la renda anche competitiva nei confronti dei player competitor internazionali", aggiunge.
Nello stesso spirito occorre guardare allo sviluppo di un cloud sovrano europeo, spiega Falcone, evidenziando che si tratta di un'infrastruttura di base che "rappresenta anche una nuova visione di innovazione tecnologica per far diventare sempre più competitiva l'Europa" e rafforzare l'impresa e il tessuto produttivo europeo, "che da un lato già è forte", ma deve confrontarsi con un "contesto geopolitico molto variabile" e segnato da contingenze avverse. "Dobbiamo essere pronti ad affrontare compiutamente queste situazioni. Allora, come le affrontiamo? Diventando forti sotto un profilo tecnologico. Ecco, creare un cloud nostro significa avere la possibilità di fronteggiare situazioni prevedibili e situazioni imprevedibili", riassume.
Per far fronte a queste sfide l'Ue deve "stimolare" l'innovazione che emerge dal tessuto economico dell'Unione, in cui non mancano certo le imprese, le idee innovative o la volontà di crescere, come sottolinea l'eurodeputato. In quest'ottica, l'imprenditore privato "deve essere adeguatamente accompagnato da chi ha una responsabilità pubblica".
Questa è la direzione delle politiche di concorrenza al vaglio della Commissione Affari economici e monetari dell'Eurocamera: da un lato "mettere a disposizione dei consumatori i migliori servizi, i migliori vantaggi, le migliori utilità", dall'altro "creare delle concentrazioni, i cosiddetti campioni europei". A tal fine occorre "una grande sinergia tra pubblico e privato" tale per cui l'impresa privata "può investire sapendo di avere determinate garanzie, determinate certezze dal pubblico". Quando questa sinergia verrà realizzata, "l'Europa sarà realmente competitiva con i player internazionali".
A una domanda sul divario di finanziamenti tra Usa e Ue, e la conseguente difficoltà delle imprese europee di crescere allo stesso ritmo e competere sulla stessa scala dei concorrenti statunitensi, Falcone sottolinea che l'Ue sta "facendo la propria parte nel mettere in campo dei capitali imponenti per poter investire in tecnologie, in innovazione, in ricerca, che riguarda poi anche la possibilità di essere realmente autorevoli ed essere realmente competitivi con il resto del pianeta". Sullo sfondo, i negoziati per il bilancio europeo per il settennato 2028-2034.
Questa spinta verso l'autonomia si riflette anche in ambito monetario, dove il progetto dell'euro digitale rappresenta "una delle più importanti innovazioni" con cui l'Unione europea potrà raggiungere "una sovranità monetaria reale" ed "essere indipendente rispetto ad altre piattaforme estere".
La tecnologia, evidenzia l'esponente azzurro, porterà anche a "migliori servizi con maggiori vantaggi per i commercianti e per i consumatori", oltre che "nuove piattaforme per poter riuscire a interagire, sotto un profilo finanziario, laddove oggi non riusciamo". Oltre a tali opportunità, prosegue l'eurodeputato, si tratta di una "moneta digitale che si affiancherà, senza sostituirlo, al contante", rappresentando "un'ulteriore offerta al mercato monetario che oggi viene richiesta con forza dalle nuove realtà di contesto".