L'Eppo indaga in Romania su una presunta frode per progetti per costruire batterie al litio da 20 milioni, con 14 perquisizioni e sette indagati.
La Procura europea (Eppo) di Bucarest, in Romania, ha condotto ieri 14 perquisizioni nell'ambito di un'indagine su una presunta frode relativa a due progetti per la produzione di batterie agli ioni di litio e strutture modulari metalliche prefabbricate, del valore di circa 10 milioni di euro ciascuno, cofinanziati dall'Ue. Lo comunica l'Eppo, da Lussemburgo.
Sono state perquisite abitazioni e aziende in Romania e Bulgaria, per raccogliere prove. Si indaga anche in Austria e nel Regno Unito. Sette sospettati saranno portati nella sede dell'Eppo di Bucarest per essere informati del loro status di indagati.
Secondo l'indagine, i beneficiari dei progetti avrebbero presentato documenti falsi o inesatti all'ente gestore in Romania tra il 2020 e il 2024, in particolare false offerte per il budget dei progetti, nonché documenti inesatti per dimostrare il proprio contributo finanziario e la propria capacità finanziaria.
Gli inquirenti sospettano che gli stessi fondi siano stati ripetutamente utilizzati per entrambi i progetti, per creare un'apparenza di solidità finanziaria, e che siano stati trasferiti sui conti dei beneficiari solo per il periodo necessario a generare gli estratti conto bancari giustificativi, ottenendo così illegalmente finanziamenti dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), dal quale hanno già ricevuto 7,5 milioni di euro.
Il sospetto è, inoltre, che uno dei progetti sia stato realizzato illegalmente con la complicità di un pubblico ufficiale, che avrebbe certificato informazioni false nei verbali di sopralluogo.
I verbali, che hanno costituito la base per la successiva proroga del contratto di finanziamento e del periodo di realizzazione del progetto, indicavano falsamente che le attrezzature previste dal contratto di fornitura erano arrivate nel Paese, sebbene il fornitore principale non avesse in realtà acquistato alcuna attrezzatura.