Frontex registra un calo del 40% degli arrivi di migranti irregolari nell'Ue, con la rotta del Mediterraneo Centrale dimezzata nei primi cinque mesi del 2026
Nei primi cinque mesi del 2026, il numero di attraversamenti irregolari delle frontiere verso l'Unione Europea è diminuito, con un calo di quasi il 40% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il Mediterraneo Centrale resta la rotta più trafficata, ma con arrivi pressoché dimezzati (-49%) rispetto ai primi cinque mesi del 2025, grazie alla collaborazione con i Paesi di origine e di transito dei migranti.
Secondo i dati preliminari di Frontex, l'agenzia Ue per la gestione delle frontiere, da gennaio a maggio sono stati registrati circa 39mila attraversamenti irregolari (intesi come attraversamenti in entrata: sono esclusi i flussi in uscita verso il Regno Unito).
Il calo, sottolinea l'agenzia, si deve alla cooperazione con i Paesi extra Ue e alle misure preventive adottate nei principali Stati di partenza, che continuano a ridurre il numero di imbarcazioni dirette verso l'Europa.
I dati Frontex vengono pubblicati in concomitanza con l'entrata in vigore del patto Ue su migrazione e asilo. "Da oggi - dichiara Hans Leijtens, direttore esecutivo di Frontex - chiunque arrivi alle frontiere esterne dell'Europa dovrà essere identificato, registrato e sottoposto a controlli secondo gli stessi standard, ovunque si trovi. Il patto unifica 27 diverse procedure in un unico sistema, e gli agenti di Frontex saranno sul campo fin dal primo giorno per contribuire alla sua attuazione".
Il numero complessivo di arrivi irregolari continua a diminuire, sottolinea Frontex, ma il costo umano rimane elevato. Secondo l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, quasi 1.300 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo dall'inizio dell'anno.
La situazione instabile in Medio Oriente, ricorda Frontex, rimane una fonte di incertezza per il panorama migratorio dell'Ue. Il conflitto ha causato lo sfollamento di un gran numero di persone e le sue più ampie conseguenze economiche rischiano di acuire le pressioni migratorie nella regione e oltre. Finora, questi movimenti non si sono tradotti in un cambiamento significativo alle frontiere esterne dell'Ue.
Il Mediterraneo Centrale è stata la rotta più trafficata nei primi cinque mesi dell'anno, con circa 11.600 arrivi registrati, quasi la metà del totale dello stesso periodo dell'anno scorso. Gli avvistamenti sono aumentati a maggio con il miglioramento delle condizioni del mare, ma sono rimasti "ben al di sotto" dei livelli dell'anno scorso. La Libia è stata il principale punto di partenza. Le principali nazionalità sono quelle del Bangladesh, della Somalia e del Sudan.
Nel Mediterraneo Orientale si sono registrati circa 11.500 attraversamenti, con un calo del 28%. Il corridoio dalla Libia a Creta è rimasto il più attivo, seguito dagli arrivi nelle isole dell'Egeo e lungo i confini terrestri con la Turchia.
Il Mediterraneo Occidentale è stata l'unica rotta principale a registrare un aumento, con circa 7.100 rilevamenti, in crescita del 46% rispetto all'anno precedente. L'Algeria è rimasta il principale Paese di partenza e le Baleari la destinazione più colpita. L'aumento riflette uno spostamento delle rotte del traffico di esseri umani, poiché i controlli più severi in Marocco e sulle vicine rotte dell'Africa occidentale e del Mediterraneo Centrale hanno spinto un maggior numero di partenze dalle coste algerine.
La rotta dell'Africa Occidentale, che porta alle Canarie, ha registrato circa 3.200 rilevamenti, il calo più marcato di tutte le rotte, pari al 71%. Le misure preventive attuate dalla Mauritania a partire dalla primavera del 2025, e più recentemente dal Senegal e dal Gambia in collaborazione con la Spagna e l'Ue, hanno ridotto di molto le partenze. Tuttavia, avverte Frontex, le reti di contrabbando rimangono flessibili e l'attività su questa rotta è volatile e può cambiare rapidamente al variare delle condizioni.
I tentativi di fuga verso il Regno Unito attraverso la Manica, che includono sia coloro che sono riusciti a raggiungere il Regno Unito sia coloro a cui è stato impedito di partire, sono diminuiti del 40%, attestandosi a circa 15.200 (è il numero più elevato di tutte le rotte migratorie, con un flusso in uscita e non in entrata, anche se non tutti i tentativi di attraversa la Manica riescono). Un nuovo accordo tra il Regno Unito e la Francia, firmato ad aprile, dovrebbe rafforzare ulteriormente i pattugliamenti lungo la costa francese nei prossimi mesi, prevede Frontex.