La Grecia minaccia "misure severe" sui migranti, inclusa la sospensione del diritto d'asilo, dopo 600 arrivi a Creta in un giorno.
Il ministro greco per le Migrazioni, l'ultraconservatore Thanos Plevris, ha avvertito oggi che il governo adotterà "misure severe" contro i richiedenti asilo se si registrerà un ulteriore aumento dei flussi migratori su piccole imbarcazioni verso Creta, dopo l'arrivo di circa 600 migranti nella sola giornata di ieri. Plevris ha sottolineato che non permetterà il ripetersi della crisi del 2015.
"Se si tenterà di ripetere quanto accaduto ieri con l'arrivo illegale di oltre 600 persone a Creta, adotteremo misure molto severe, di cui abbiamo già discusso con il primo ministro, ben più severe della semplice sospensione del diritto d'asilo applicata in passato", ha dichiarato al Parlamento il ministro, senza fornire ulteriori dettagli.
A questo proposito, Plevris ha affermato che il governo non permetterà "il ripetersi di quanto accaduto nel 2015 e nel 2016", riferendosi alla crisi dei rifugiati di quegli anni. "Il Paese ha dei confini, e questi saranno controllati", ha sostenuto, secondo quanto riportato dal quotidiano greco Kathimerini. Il governo del primo ministro Kyriakos Mitsotakis sta valutando la possibilità di istituire centri di detenzione per migranti sull'isola di Creta, a Heraklion e Chania, una misura che potrebbe coincidere con l'entrata in vigore del patto europeo su migrazione e asilo il 12 giugno prossimo.