Ucraina, Russia: "Vicini alla fine della guerra". Putin apre ai nuovi colloqui a novembre

Le parole del consigliere Ushakov dopo i colloqui tra il leader russo e l'inviato Usa, Steve Witkoff, a San Pietroburgo. Ottimista anche Trump: "Forse non siamo mai stati così vicini come adesso". Zelensky propone di "congelare il fronte"

Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky - (Afp)
Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky - (Afp)
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22 ottobre 2026 | 00.02
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Nuovi segnali sul fronte diplomatico per una svolta nella guerra tra Ucraina e Russia: Mosca si dice pronta a riprendere i negoziati trilaterali con Stati Uniti e Kiev a novembre, mentre Volodymyr Zelensky indica il congelamento dell'attuale linea del fronte come possibile primo passo verso un cessate il fuoco. Dopo l'incontro a San Pietroburgo tra Vladimir Putin e l'inviato americano Steve Witkoff, il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov parla di un possibile avvicinamento alla fine del conflitto. Restano tuttavia divergenze importanti sulle condizioni per raggiungere la pace, a partire dal futuro dei territori contesi e dalle garanzie di sicurezza.

Ottimista anche Trump. "Ci stiamo avvicinando alla fine della guerra di Putin contro l'Ucraina. Forse non siamo mai stati così vicini come adesso", ha detto il presidente americano .

Putin incontra Witkoff: oltre tre ore di colloqui a San Pietroburgo

L'incontro tra Putin e Witkoff è durato oltre tre ore e ha affrontato diversi temi. Ai colloqui ha partecipato, per la parte russa, anche Kirill Dmitriev, rappresentante del Cremlino per gli investimenti esteri. Secondo quanto riferito dal portavoce Dmitry Peskov, è intervenuto da remoto anche Jared Kushner, genero di Trump.

Al termine dell'incontro, Ushakov ha spiegato che Putin ha informato l'inviato americano della disponibilità russa a riprendere i negoziati trilaterali con Washington e Kiev. Mosca sarebbe pronta, in linea di principio, a riavviare i colloqui intorno al 10 novembre, concentrandosi sulla questione della sicurezza per Russia e Ucraina.

Ushakov: "Ci stiamo avvicinando alla fine della guerra"

Le prospettive di una conclusione della guerra sono state commentate direttamente dal consigliere del Cremlino in un'intervista all'emittente russa Vesti. "Non so quanto siamo vicini, ma ci stiamo muovendo in quella direzione", ha dichiarato Ushakov, rispondendo a una domanda sulla possibilità che il conflitto giunga al termine.

Ushakov ha inoltre espresso una valutazione critica sulle proposte discusse a Oslo da rappresentanti ucraini ed europei e successivamente presentate a Putin da Witkoff. "Nel contesto di una soluzione della crisi ucraina, non c'è molto di utile" in tali proposte, ha affermato il consigliere, evidenziando le persistenti distanze tra le parti.

Nuovi colloqui trilaterali: sul tavolo l'ipotesi Abu Dhabi

Al termine della riunione, Ushakov ha riferito che Putin ha informato Witkoff della disponibilità russa, in linea di principio, a riprendere i colloqui trilaterali con Washington e Kiev, con focus la creazione di un sistema di sicurezza per Russia e Ucraina nel periodo successivo alla fine del conflitto.

Tra le possibilità prese in considerazione per il prossimo round negoziale figura Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. Ushakov ha riferito che l'ipotesi è in discussione e che i colloqui potrebbero svolgersi a metà novembre.

La ripresa del formato trilaterale rappresenterebbe un nuovo tentativo di affrontare direttamente le questioni ancora irrisolte tra Russia e Ucraina, con la mediazione degli Stati Uniti. Restano da definire i dettagli dell'incontro e, soprattutto, le condizioni sulle quali le delegazioni potrebbero trovare un'intesa.

Zelensky: "Dobbiamo congelare il fronte"

Sul versante ucraino, Volodymyr Zelensky ha riferito che l'Ucraina è favorevole a organizzare "al più presto" colloqui trilaterali con Stati Uniti e Russia. "Abbiamo appreso che la Russia è favorevole a un incontro trilaterale tra le nostre delegazioni - ha spiegato Zelensky ai giornalisti - La parte statunitense propone di tenerlo il prima possibile. Noi lo sosteniamo. Non conosco ancora le date definitive dell'incontro. L'ordine del giorno è chiaro: porre fine alla guerra, avvicinare la pace e preparare tutto per un incontro tra i leader. Questo è molto importante per tutti. I team si riuniranno per discutere e definire l'ordine del giorno".

In un'intervista a Fox News, il presidente ucraino ha poi indicato il congelamento delle attuali linee del fronte come un possibile primo passo per fermare i combattimenti.

"In questo momento dobbiamo congelare il fronte e credo che questa sia la strada concreta per mettere fine alla guerra", ha dichiarato Zelensky, aggiungendo:"Parliamo di cessate il fuoco... congelare e fermare".

Trump, Putin e Xi: possibile incontro in Cina a novembre

Parallelamente ai contatti sulla guerra, Ushakov ha riferito che è in preparazione un possibile incontro tra i leader di Russia, Stati Uniti e Cina. L'ipotesi sarebbe quella di inserire il vertice nel programma del summit APEC previsto a Shenzhen, a novembre.

Un eventuale incontro tra Donald Trump, Vladimir Putin e Xi Jinping potrebbe offrire un'ulteriore occasione di confronto sulle relazioni internazionali e sulla crisi ucraina. Al momento, tuttavia, il vertice resta un'ipotesi in preparazione e non un appuntamento confermato.

The Atlantic, Trump vuole accordo pace Putin-Zelensky entro fine anno

Secondo quanto riferisce The Atlantic, citando fonti vicine all'amministrazione americana, Trump punta a raggiungere un accordo per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina entro la fine del 2026 e potrebbe intensificare le pressioni su Kiev per arrivare a un'intesa con Mosca. Il futuro dell'Ucraina potrebbe dipendere anche dall'esito delle elezioni di midterm del 3 novembre e dagli eventuali colloqui che Trump potrebbe avere con Putin e Xi Jinping. Il tycoon guarda inoltre al vertice del G20 in programma a dicembre come possibile occasione per favorire un'intesa. "Il presidente immagina di trovarsi tra Putin e Zelensky mentre firmano un accordo di pace, anche a costo di costringere l'Ucraina a farlo con la forza", scrive la rivista, citando alcuni consiglieri di Trump.

La prospettiva suscita però crescente preoccupazione in Ucraina, dove si teme che Washington possa negoziare direttamente con Mosca il futuro del Paese, escludendo i rappresentanti ucraini. "Sembra che tutto questo stia accadendo senza di noi", ha dichiarato al settimanale un funzionario di Kiev, rimasto anonimo. Timori condivisi anche da alcuni alleati occidentali, preoccupati che eventuali negoziati tra le grandi potenze possano portare a una nuova divisione del mondo in sfere d'influenza. Secondo The Atlantic, il tentativo di Trump di ottenere un accordo nelle prossime otto settimane rischia di sottoporre l'Ucraina a forti pressioni. "Se Trump riuscirà nel suo intento, potrebbe non trattarsi di un negoziato, ma di una capitolazione", conclude la rivista americana.

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