Il New York Times anticipa i primi esiti dell'indagine sull'attacco che ha provocato almeno 175 morti
Un'indagine preliminare dell'esercito degli Stati Uniti ha stabilito che a colpire lo scorso 28 febbraio una scuola elementare nella città iraniana di Minab è stato un missile Tomahawk americano. L'attacco ha causto almeno 175 vittime secondo le autorità dell'Iran, in gran parte bambine. Il New York Times anticipa i primi risultati dell'indagine, secondo cui l’attacco sarebbe stato il risultato di un errore nell’individuazione del bersaglio: gli Usa stavano colpendo una vicina base della Marina dei Guardiani della Rivoluzione, ma le coordinate dell’obiettivo sarebbero state generate utilizzando dati obsoleti forniti dalla Defense Intelligence Agency, che indicavano l'edificio come struttura militare. Il complesso, in passato parte della base, era però stato trasformato in scuola anni prima. Secondo il quotidiano, la scuola sarebbe stata separata dalla base militare tra il 2013 e il 2016. Immagini satellitari recenti mostrerebbero l'assenza di torrette e la presenza di aree di gioco e muri dipinti di rosa e azzurro.
L'indagine è ancora in corso e dovrà chiarire perché le informazioni non siano state verificate prima dell’attacco. Il caso, secondo il Times, rischia di pesare sull’operazione militare americana in Iran e ha alimentato polemiche dopo che il presidente Donald Trump aveva inizialmente suggerito che la responsabilità potesse essere dell’Iran. La Casa Bianca ha ricordato che l'inchiesta non è conclusa, mentre Pentagono e Comando centrale statunitense hanno rifiutato di commentare in attesa dei risultati definitivi.
Il presidente Donald Trump, nella conferenza stampa tenuta lunedì in Florida, ha affermato che anche l'Iran utilizza missili Tomahawk e che l'arma viene venduta dagli Stati Uniti a diversi paesi. Per il New York Times, solo gli Usa - tra i paesi impegnati nel conflitto - utilizzano il missile. "L'inchiesta è ancora in corso", ha detto Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca.