L'Hojjatoleslam Mostafa Milani Amin a Qom, "Attesa ampia partecipazione popolare, leadership Mojtaba Khamenei segnale di continuità"
I funerali dell'ex Guida Suprema, Ali Khamenei, sono un evento destinato a segnare una fase nuova per l'Iran e per l'intera regione. Lo sottolinea in un'intervista all'Adnkronos da Qom l'hojjatoleslam (grado della gerarchia sciita inferiore solo a quello di ayatollah), Mostafa Milani Amin, che nei prossimi giorni parteciperà alle esequie dell'ayatollah nella città santa a sud di Teheran. "Parteciperò ai funerali, a Dio piacendo, con grande raccoglimento", racconta Milani Amin, che descrive l'evento come la chiusura di un'epoca. "Con il martirio dell'ayatollah Seyyed Ali Khamenei si conclude una fase storica che ha segnato l'Iran e l'intero Medio Oriente. Mi aspetto una partecipazione popolare molto ampia, perché per molti iraniani è stato non solo un leader politico, ma anche, e soprattutto, una guida religiosa".
Le cerimonie funebri, avviate alla Mosalla di Teheran alla presenza di decine di delegazioni straniere, proseguiranno nei prossimi giorni con un percorso articolato tra le principali città religiose del Paese: da Qom a Najaf e Karbala, fino alla sepoltura nel santuario dell'Imam Reza a Mashhad.
Secondo Milani Amin, nel mondo del clero sciita la figura di Khamenei viene ricordata come quella di un leader che "ha garantito continuità alla Repubblica Islamica dopo l'Imam Khomeini, guidandola in un contesto segnato da sanzioni, conflitti e forti pressioni internazionali. Molti ne evidenziano la fermezza nella difesa dell'indipendenza dell'Iran, il sostegno alle istituzioni religiose e l'attenzione alla causa palestinese e ai movimenti della Resistenza nella regione".
L'eredità lasciata da Khamenei, osserva, è duplice: spirituale e politica ed è "destinata a incidere ancora a lungo". Sul piano spirituale, spiega, "rimangono i suoi insegnamenti, le sue lezioni e il suo richiamo costante ai valori dell'Islam e della giustizia. Sul piano politico lascia una Repubblica Islamica che, pur sottoposta per decenni a sanzioni e forti pressioni esterne, ha consolidato le proprie capacità scientifiche, tecnologiche e strategiche, contribuendo a rafforzare il ruolo dell'Iran negli equilibri regionali".
Il religioso sciita italiano conclude analizzando il passaggio di poteri dal defunto Rahbar alla nuova Guida Suprema, il figlio Mojtaba Khamenei, che definisce "una figura conosciuta e stimata da un'ampia parte dei religiosi del seminario di Qom". Nel corso degli anni Mojtaba è stato "apprezzato per la sua solida formazione religiosa, il suo profondo legame con il seminario e il costante impegno negli studi islamici", prosegue Milani Amin, secondo cui "dopo la sua nomina a Guida della Rivoluzione, molti vedono nella sua leadership una naturale continuità con il percorso dell'Ayatollah Seyyed Ali Khamenei e ripongono fiducia nella sua capacità di guidare il Paese in una fase particolarmente delicata".