Il vicepremier e ministro degli Esteri esclude che ci sia alcuna negoziato per far passare le navi italiane: "Non stiamo trattando, assolutamente"
Alcuni Paesi europei, tra cui la Francia e l'Italia, hanno avviato colloqui con Teheran nel tentativo di negoziare un accordo che garantisca il libero passaggio delle loro navi attraverso lo Stretto di Hormuz, con l'obiettivo di riprendere le forniture energetiche dal Golfo. E' quanto sostengono tre funzionari informati sull'iniziativa citati dal Financial Times, secondo cui alcune capitali europee hanno avviato delle discussioni preliminari nel tentativo di riprendere le esportazioni di petrolio e gas senza aggravare il conflitto.
La Francia è uno dei Paesi coinvolti nei colloqui, hanno affermato due dei funzionari, il primo dei quali ha aggiunto che anche l'Italia ha tentato di avviare discussioni con Teheran sulla questione.
Ma dall'Italia arriva la smentita netta. ''Assolutamente non stiamo trattando con l'Iran per far passare navi italiane dallo Stretto di Hormuz'' ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo a '10 Minuti' su Retequattro. Dallo Stretto di Hormuz ''passano 2-3 navi al giorno, nell'area c'è uno stato di guerra'', ha aggiunto Tajani.
Intanto l'Unione Europea potrebbe adottare un regime di sanzioni per colpire chi ostacola la libertà di navigazione, come sta facendo l'Iran nello stretto di Hormuz, dopo l'attacco israelo-americano, si apprende da una fonte diplomatica europea, in vista del Consiglio Affari Esteri di lunedì prossimo.
Essendo l'Europa relativamente povera di materie prime ed esportando in gran parte del mondo, il benessere delle sue economie "dipende dalla libertà di navigazione", ricorda. Il blocco dello stretto di Hormuz, che unisce il Golfo Persico e il Mar Arabico, ha già fatto schizzare il barile di petrolio oltre i 100 dollari (il future sul Brent, il greggio di riferimento europeo, quota a 100,5 dollari al barile poco prima delle 11.30) e il gas naturale, colpendo al cuore l'economia europea. Pertanto, lunedì prossimo almeno un Paese membro proporrà ai partner Ue di "iniziare a lavorare" per istituire un regime sanzionato.
L'Iran dal canto suo fa sapere che i prezzi del petrolio probabilmente "continueranno a salire in futuro" e la responsabilità è da attribuire agli Stati Uniti e a Israele. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, parlando all'agenzia di stampa Anadolu. "Considerate le politiche degli Stati Uniti e di Israele nella regione, appare probabile che i prezzi continueranno a salire in futuro", ha affermato Araghchi, secondo cui i responsabili sono "coloro che stanno trascinando la regione nel disastro" e "questi Paesi devono essere chiamati a risponderne".