Dalla leadership alle forze armate, l'esultanza del tycoon: "Tutto sparito". Dal presidente americano 'bacchettata' agli alleati e nuovo apprezzamento a Meloni. Per Axios, Usa e Israele hanno discusso se attaccare le scorte di uranio di Teheran
"Stiamo vincendo a livelli mai visti prima, e rapidamente". A esultare nel corso di un'intervista alla Cbs è il presidente americano Donald Trump, che commenta così l'andamento dell'operazione militare in Iran.
"È stato incredibile il lavoro che abbiamo fatto. I missili sono stati ridotti in mille pezzi - ha detto il presidente -. Ne sono rimasti pochissimi. I droni sono stati distrutti. Le fabbriche vengono fatte saltare in aria proprio mentre parliamo. La marina non esiste più, è sul fondo del mare, 42 navi in sei giorni. La marina è sparita. L’aviazione è sparita".
"Ogni singolo elemento delle loro forze armate è sparito. La loro leadership è sparita. Non c’è nulla che non sia stato eliminato", le parole del tycoon.
Trump ha poi liquidato le minacce arrivate dal capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano Ali Larijani: "Non ho idea di cosa stia dicendo, né di chi sia. Non potrebbe importarmi di meno. È già stato sconfitto".
Larijani ieri aveva spiegato che il leader americano avrebbe "pagato il prezzo" per gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Trump quindi, forse riferendosi al presidente Masoud Pezeshkian, ha affermato che Larijani "intendeva prendere il controllo del Medio Oriente" ma che "ha già ceduto e si è arreso a tutti quei Paesi proprio a causa mia". "Ha già capitolato davanti a tutti i Paesi del Medio Oriente, perché stava cercando di conquistare l’intera regione - ha aggiunto - tutti quei razzi erano da tempo puntati contro quei Paesi. Aveva pianificato tutto molto prima che questa vicenda iniziasse".
Quindi ecco arrivare la 'bacchettata' agli alleati che non hanno partecipato dall'inizio all'operazione contro Teheran. "Non mi potrebbe importare di meno", ha tuonato Trump, se gli alleati potessero fare di più per aiutare nella guerra contro l'Iran. "Possono fare quello che vogliono. Quelli leali sono già dentro". Quanto al Regno Unito che ha approntato portaerei per un possibile dispiegamento in Medio Oriente, Trump ha commentato: "È un po' tardi per inviare navi, vero? Un po' tardi".
Su social Truth Social, Trump aveva chiarito che gli Stati Uniti non hanno bisogno delle due portaerei britanniche in Medio Oriente. "Il Regno Unito, un tempo nostro grande alleato, forse il più grande di tutti, sta finalmente prendendo seriamente in considerazione l'invio di due portaerei in Medio Oriente. Va bene, Primo Ministro Starmer, non ne abbiamo più bisogno. Ma ricorderemo. Non abbiamo bisogno di persone che si uniscono alle guerre dopo che le abbiamo già vinte!"
Dal presidente degli Stati Uniti anche un nuovo apprezzamento per la premier Giorgia Meloni e per la disponibilità dell’Italia a contribuire alla gestione della crisi in Medio Oriente. In una breve conversazione telefonica con il Corriere della Sera, il leader americano ha lodato la premier italiana.
"Amo l’Italia, penso che Giorgia sia una grande leader", ha detto Trump. Interpellato sul possibile ruolo italiano nel conflitto e sulla decisione di inviare assetti navali per la difesa di Cipro, il presidente ha aggiunto: "Giorgia Meloni cerca sempre di aiutare, è un’ottima leader ed è una mia amica".
Gli Stati Uniti e Israele avrebbero intanto discusso se attaccare le scorte di uranio arricchito dell'Iran in una fase successiva della guerra, ha riferito Axios.
Secondo funzionari israeliani e statunitensi anonimi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha valutato l'invio di unità operative speciali in Iran, come una delle diverse opzioni per impedire al Paese di arricchire ulteriormente il suo uranio per trasformarlo in materiale per armi nucleari.