Il segretario alla Difesa: "Avanti fino alla sconfitta totale di Teheran"
"E' il giorno più intenso". Gli Stati Uniti oggi sferrano gli attacchi più duri contro l'Iran, parola di Pete Hegseth. Il segretario alla Difesa, nel briefing del 10 marzo, annuncia l'accelerazione dell'Operazione Epic Fury: "Più bombardieri, più raid, intelligence migliore che mai", dice in particolare il numero 1 del Pentagono, ribadendo che l'obiettivo è la "sconfitta completa del nemico". Hegseth prende la parola dopo le risposte fornite ieri dal presidente Donald Trump in conferenza stampa: "La guerra finirà presto", ha detto il numero 1 della Casa Bianca. "Il presidente controlla l'acceleratore", dice Hegseth. "Stiamo vincendo e continueremo a colpire per impedire all'Iran di avere armi nucleari per sempre. Non desisteremo finché il nemico non sarà totalmente e completamente sconfitto", scandisce.
La prospettiva, aggiunge, è archiviare la pratica in tempi ragionevoli: "Non ci sarà alcun 'nation building infinito'" paragonabile ai "pantani" visti durante le presidenze di Barack Obama o George W. Bush. "Non siamo nel 2003", dice riferendosi all'inizio della guerra in Iraq, durata quasi un decennio, da parte di Bush. "Non ci siamo nemmeno vicini. La nostra generazione di soldati non permetterà che ciò accada di nuovo. E nemmeno questo presidente, che ha chiaramente condotto una campagna contro quel tipo di missioni infinite e dai contorni nebulosi. Quei giorni sono finiti".
Per Hegseth gli Stati Uniti stanno "vincendo in modo decisivo con brutale efficienza" e "totale dominio aereo". "Rimaniamo concentrati sull'obiettivo perché qui al Dipartimento della Guerra è il nostro lavoro", afferma ancora. La leadership iraniana è "disperata e in affanno. I mullah sono disperati e si affannano come i codardi terroristi che sono", aggiunge, accusando Teheran di aver lanciato missili da "scuole e ospedali deliberatamente, prendendo di mira innocenti perché sanno che il loro esercito viene sistematicamente degradato e annientato".
A illustrare a grandi linee la strategia è il generale Dan Caine, capo degli Stati maggiori riuniti. "Gli iraniani si stanno adattando e noi stiamo facendo lo stesso, li osserviamo e ci adattiamo più rapidamente. Gli iraniani combattono, li rispetto per questo. Ma non sono migliori di quanto pensassimo", dice. "Per motivi di sicurezza non posso certo dire cosa stia funzionando", aggiunge, rendendo noto che gli Usa hanno utilizzato "decine di bombe da 2000 libbre", quasi una tonnellata, per colpire bunker e strutture sotterranee, dove si ritiene potrebbero essere posizionati sistemi di lancio per i missili. "Abbiamo anche colpito fabbriche per la produzione di droni", aggiunge.