Il referendum sulla ripresa dei negoziati per l'adesione voluto, e anticipato a causa delle tensioni con Trump, dal primo ministro Kristrun Frostadóttir
Il fronte del "No" sembra avviarsi verso una vittoria di misura nel referendum in Islanda sulla ripresa dei negoziati di adesione all'Unione Europea, attualmente sospesi. Mentre sta per essere completato lo spoglio online delle schede emerge che il fronte del "No" ha ottenuto il 51,8% dei voti e quello del "Sì" il 48,2%. Restano alcune schede ancora da scrutinare in due dei sei distretti elettorali islandesi, entrambi già propensi al "No".
Il governo di centrosinistra del primo ministro Kristrún Frostadóttir aveva promesso di indire un referendum entro il 2027, ma il voto è stato anticipato a causa delle tensioni internazionali, tra cui le minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump contro la Groenlandia. Tuttavia, il dibattito nella nazione insulare di quasi 400.000 abitanti si è concentrato più sul settore della pesca che sulle questioni di sicurezza.
Già parte del mercato unico dell'Ue e dell'area Schengen, l'adesione all'Unione europea porterebbe l'Islanda nell'unione doganale e, in seguito, nell'euro.