L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito più di 80 obiettivi di Hezbollah in Libano e di aver ucciso decine di miliziani
"Tutto il Libano deve bruciare". È questa la risposta del ministro per la sicurezza nazionale di Israele, Itamar Ben-Gvir, dopo l'uccisione di quattro soldati israeliani nel sud del Libano durante la notte, a causa di attacchi condotti da Hezbollah.
L’esercito israeliano ha poi dichiarato di aver colpito più di 80 obiettivi di Hezbollah in Libano e di aver ucciso decine di miliziani, mentre Hezbollah - riferisce l’agenzia di stampa statale libanese - almeno 18 persone sono rimaste uccise nei raid israeliani che si sono concentrati la notte scorsa nella regione di Nabatiyé, nel sud del Libano.
"Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere", ha scritto Ben-Gvir su 'X' aggiungendo che "con tutto il dovuto rispetto per gli americani, Israele deve chiarire al mondo intero che il sangue dei nostri figli e la sicurezza dei nostri cittadini non sono sacrificabili". Tra i soldati uccisi anche un comandante di battaglione carri armati delle Forze di Difesa Israeliane.
על כל דמעה של אמא ישראלית, אלף אמהות לבנוניות צריכות לבכות. לבנון כולה צריכה לבעור!
— איתמר בן גביר (@itamarbengvir) June 19, 2026
עם כל הכבוד לאמריקאים, ישראל חייבת להבהיר לעולם כולו שדם בנינו וביטחון אזרחנו איננו הפקר. לבנון כולה צריכה לבעור. חובתנו העליונה היא להגן על אזרחי ישראל ועל חיילי צה״ל, והמחויבות הזו קודמת לכל…
Secondo quanto riportato nell'attacco contro l'esercito israeliano, avvenuto poco dopo la mezzanotte, un drone o un missile anticarro ha colpito il carro armato israeliano nel villaggio di Kfar Tebnit, nel sud del Libano. ll tenente colonnello rimasto ucciso aveva peraltro da poco sostituito il precedente comandante di battaglione, rimasto gravemente ferito nel sud del Libano ad aprile.
Il ministro israeliano ha aggiunto che "il nostro dovere supremo è proteggere i cittadini di Israele e i soldati delle Forze di Difesa Israeliane, e questo impegno ha la precedenza su ogni altra considerazione. Basta con questo tira e molla. In Medio Oriente non si vince con risposte misurate e moderazione: bisogna scatenarsi. Annientare. Schiacciare il terrore".
In Libano occorre "aprire le porte dell'inferno", ha dichiarato il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich dopo l'attacco di Hezbollah nel sud del Libano costato la vita a quattro soldati delle Idf. Su 'X', il ministro ha parlato di "mattinata difficile" e ha detto che "è tempo di parlare con il fuoco. Di spalancare le porte dell'inferno".
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito di aver condotto attacchi "in profondità" in Libano, in particolare nella Valle della Bekaa, dopo l’uccisione dei quattro soldati israeliani. Si tratta di "una risposta alle violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah", hanno riferito le Idf spiegando di aver colpito "infrastrutture" appartenenti al gruppo.
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito più di 80 obiettivi di Hezbollah in Libano e di aver ucciso decine di miliziani in risposta a quelle che ha definito violazioni del cessate il fuoco, ovvero agli attacchi nei quali sono stati uccisi quattro soldati delle Idf. "Durante la notte, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno colpito più di 80 centri di comando, terroristi, postazioni di lancio e ulteriori siti infrastrutturali terroristici nell'area di Nabatieh e in altre zone del Libano meridionale, all'interno e all'esterno della zona di sicurezza", si legge in un comunicato dell'esercito israeliano.
"Inoltre, durante gli attacchi, decine di terroristi di Hezbollah che operavano nei centri di comando sono stati eliminati", ha aggiunto.