L'attivista iraniana Afshar: ''Manca poco alla fine del regime, Khamenei scarica la responsabilità sugli Usa''

''Il popolo sta dimostrando una grandissima forza, la resistenza è organizzata da oltre 50 anni''

L'attivista iraniana Afshar: ''Manca poco alla fine del regime, Khamenei scarica la responsabilità sugli Usa''
09 gennaio 2026 | 16.10
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La Guida suprema iraniana, l'Ayatollah Ali ''Khamenei sta per essere rovesciato e sta cercando in tutte le maniere di addossare le responsabilità a quello che è il suo nemico storico e decennale, l'America''. Ma ''il popolo iraniano ha una grandissima forza e lo sta dimostrando in queste ultime notti'', per cui ''indubbiamente il regime sa che manca veramente poco alla sua fine e sta sparando tutte le sue ultime cartucce in modo assolutamente inutile''. Così Ghazal Afshar, portavoce dell'Associazione Giovani Iraniani in Italia, commenta con l'Adnkronos l'ultimo discorso di Khamenei alla nazione, durante il quale il leader iraniano ha descritto come ''vandali'' e ''sabotatori'' i manifestanti che dal 28 dicembre si stanno riversando per le strade del paese, con la protesta che ha ormai raggiunto 170 città.

''Siamo in Iran, non siamo in Iraq, non siamo in Afghanistan, non siamo in Venezuela. L'Iran è un paese che ha una sua resistenza organizzata in modo capillare da oltre 60 anni, una resistenza che lotta e resiste dalla precedente monarchia'' dello scià, ha sottolineato Afshar, il cui padre è stato fucilato e la cui zia è stata impiccata durante la repressione del 1988. ''Il destino del Paese resta nelle mani dei cittadini iraniani'', ha aggiunto.

Nel suo discorso Khamenei ha anche detto che il presidente americano Donald Trump è ''un arrogante che sarà rovesciato'' e lo ha invitato ad occuparsi degli Stati Uniti, invece che l'Iran. Ma lo stesso ''Trump ha preso le distanze da qualsiasi ingerenza e ha detto specificamente che bisogna lasciare che la gente vada in piazza e 'vedremo chi emerge'. Noi sappiamo benissimo che emergerà la popolazione e la sua resistenza decennale'', ha aggiunto l'attivista.

Da escludere, ha affermato, ''lo scenario che tanti millantano in cui dovrebbe arrivare lo scià'', cioè Reza Pahlavi, figlio primogenito dell'ultimo scià iraniano che da quando aveva 16 anni vive fuori dall'Iran. ''Ha già dichiarato che non vuole assolutamente rinunciare alla sua libertà per tornare in Iran'' e quindi la sua posizione ''lascia il tempo che trova ed è fuori da qualsiasi obiettività e realtà''. Secondo i dati della Resistenza Iraniana, il numero dei manifestanti morti nella rivolta è salito a 45, tra cui ieri due ragazzi di 16 e 17 anni.

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