"Paese potrebbe trovarsi di fronte a grave implosione politica e di sicurezza"
L'accordo di cessate il fuoco annunciato a Washington tra Israele e Libano rischia di non sopravvivere alla prova dei fatti perché "sul terreno non esistono le condizioni per una vera tregua". A sostenerlo è Fawaz Gerges, professore americano-libanese di Relazioni internazionali e Politica del Medio Oriente alla London School of Economics (Lse), che in un'intervista all'Adnkronos esprime forti dubbi sulla tenuta dell'intesa e teme una nuova escalation militare e politica nel Paese dei Cedri.
"Israele ha reso molto chiaro che continuerà a combattere nel sud del Libano, a colpire le aree che riterrà necessarie e a mantenere la propria presenza militare nelle zone occupate", osserva l'accademico, secondo cui "se questa è la posizione israeliana, allora è difficile parlare di un vero cessate il fuoco".
Per Gerges, il comunicato congiunto diffuso dopo i negoziati a Washington concentra le responsabilità quasi esclusivamente su Hezbollah, chiedendo al movimento sciita filo-iraniano di interrompere gli attacchi contro Israele, senza però indicare impegni altrettanto precisi da parte israeliana. "Si sta creando una situazione in cui Hezbollah potrà essere indicato come il responsabile del fallimento dell'accordo, mentre sul terreno le operazioni militari israeliane continuano", afferma.
Il professore ricorda inoltre che Hezbollah, per voce del segretario generale Naim Qassem, ha già fatto sapere di non essere disposto ad accettare una tregua parziale. "Il movimento chiede la fine completa degli attacchi israeliani e una chiara indicazione sui tempi del ritiro delle forze israeliane dal sud del Libano. Al momento - prosegue - queste richieste non trovano risposta nell'accordo".
La morte di un militare serbo della missione Unifil testimonia la fragilità della situazione sul terreno. Le preoccupazioni di Gerges riguardano ancheil rischio di una crisi interna libanese. "Le posizioni del governo e quelle di Hezbollah appaiono sempre più distanti e il clima politico è estremamente polarizzato - spiega - Temo che il protrarsi dei combattimenti possa alimentare tensioni interne sempre più forti, con conseguenze molto pericolose per la stabilità del Paese".
"Mi auguro di sbagliarmi - conclude - ma se i combattimenti continueranno e Hezbollah respingerà l'impostazione dell'accordo, il Libano potrebbe trovarsi di fronte a una grave implosione politica e di sicurezza, mentre Israele avrebbe l'opportunità di attribuire al movimento sciita la responsabilità del fallimento della tregua".