Libia, "con la morte Saif al-Islam la Russia perde un punto di riferimento"

Fonti a Tripoli commentano con l'Adnkronos l'ultimo colpo di scena nel Paese nordafricano

Saif al Islam
Saif al Islam
04 febbraio 2026 | 20.35
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La morte di Saif al Islam, figlio di Muammar Gheddafi, rappresenta "una decapitazione importante di quello che resta dell'ex regime" del colonnello, quindici anni dopo l'inizio della rivolta contro il dittatore, la sua cattura e uccisione. E soprattutto è un nuovo, brutto colpo per la Russia, che aveva nel secondogenito del colonnello "un punto di riferimento": a lui Mosca - vicina all'ex regime - ha sempre guardato negli anni scorsi come a una figura alternativa in Libia, oltre a Khalifa Haftar, l'uomo forte dell'est. Cosi fonti a Tripoli commentano con l'Adnkronos l'ultimo colpo di scena nel Paese nordafricano, dove sulla morte di Saif al Islam si rincorrono più ipotesi, escludendo per il momento rischi di un'ulteriore destabilizzazione.

Per l'uccisione di colui che era considerato il 'delfino' si parla del coinvolgimento della Brigata 444 di Mahmoud Hamza, alleata del governo del premier Abdulhamid Dbeibah, che però ha smentito la presenza dei suoi uomini a Zintan, dove Saif è stato ucciso, fino a un ruolo di Saddam Haftar, uno dei figli del generale, vice comandante dell'Esercito nazionale libico, che considera gli ex gheddafiani una minaccia al suo 'clan'. Tanto che fu proprio lui nel 2021, quando Saif al Islam si presentò alle presidenziali (che non si tennero mai), a cercare di fare di tutto per ostacolare la sua candidatura.

Senza tralasciare, sottolineano le fonti, una competizione 'famigliare': il più giovane Saddam, che conterebbe sul sostegno di Stati Uniti e Turchia, ha scalzato ai vertici dell'Lna il fratello maggiore Khaled, sostenuto dalla Russia, che si è dovuto accontentare del ruolo di capo di Stato maggiore.

E poi al momento non sono neanche chiarissime le circostanze della sua uccisione: l'ufficio politico del secondogenito del colonnello ha parlato di un'irruzione di quattro uomini nell'abitazione di Saif, dopo aver disattivato le telecamere, che avrebbero poi aperto il fuoco. Ma non si esclude neanche che si sia trattato di un tentativo di rapimento finito male. Quanto contano ancora gli ex gheddafiani? "Negli anni gli uomini dell'ex regime hanno sempre avuto un peso e adesso, passati 15 anni dalla rivolta, con i giovani che non hanno vissuto sotto il colonnello, hanno ripreso a esercitare un certo appeal", spiegano le fonti, sottolineando una certa "nostalgia" per la stabilità della Libia di Muammar Gheddafi. E Saif "era una figura simbolica e in qualche modo unificante", chiosano.

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