Marocco, perché il fondatore di "Braciami Ancora" ha cancellato una scritta sul suo cappello

La scritta poteva essere interpretata come un’allusione sessuale. Michele Ruschioni: "Se posso evitare di offendere qualcuno, spengo la miccia. In Italia la scritta non l'avrei cancellata"

Marocco, perché il fondatore di
31 luglio 2026 | 18.21
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Una scritta apparentemente innocua, "T-bone", cancellata da un cappello per evitare equivoci e rispettare le sensibilità del Paese che lo sta ospitando. È la scelta raccontata sui social da Michele Ruschioni, fondatore di Braciami Ancora, progetto dedicato alla carne e alla cucina alla brace che conta oltre 850mila follower su Facebook e altre centinaia di migliaia tra Instagram e YouTube.

Intorno a Braciami Ancora sono nati anche un sito specializzato e una guida dedicata alle migliori steak house d’Italia, con recensioni, classifiche e approfondimenti sul mondo della carne.

Ruschioni, attualmente in Marocco, ha pubblicato la fotografia del cappello con la scritta coperta, spiegando di essere stato avvicinato da un ragazzo del posto. Quest’ultimo gli avrebbe fatto notare che l’espressione "T-bone" può ricordare il termine "taboun", utilizzato come allusione sessuale e considerato poco gradito da alcuni abitanti del luogo (si parla di genitali femminili, ndr).

"Cosa che ovviamente non sapevo. Anziché mettermi a discutere ho deciso di seguire il buon senso", ha scritto. "Qua sono ospite e mi adeguo alle loro usanze e non voglio offendere nessuno. Se fossi stato in Italia non l’avrei fatto".

Il post, accompagnato dalla domanda "Ho fatto bene a cancellare ’sta scritta?", affronta anche il possibile risvolto politico della vicenda. Ruschioni ha chiarito di considerare la sua decisione non una rinuncia alla propria libertà, ma una semplice forma di rispetto verso il contesto nel quale si trova.

"Se sono ospite in casa di altri e un mio comportamento può offendere qualcuno, ed io posso evitare questo comportamento, allora spengo la miccia", ha spiegato. Una disponibilità ad adeguarsi che, secondo Ruschioni, deve però essere reciproca: "In casa mia poi pretendo lo stesso rispetto e la stessa sensibilità da chi è ospite".

Per il fondatore della pagina si tratta di un comportamento "basic", dettato dal buon senso prima ancora che da valutazioni politiche o culturali. "Che poi il buon senso si sia smarrito è un altro problema", ha concluso.

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