Con il nuovo Patto Ue tornano operativi i trasferimenti dei richiedenti asilo verso il Paese competente. Oltre ai Paesi Bassi ci sono Germania, Svizzera, Austria, Finlandia e Svezia
Anche l'Olanda si prepara a trasferire in Italia i cosiddetti 'dublinanti', i richiedenti asilo per i quali il nostro Paese è considerato competente secondo le regole europee. Diventano così sette i Paesi che hanno annunciato o già avviato procedure per riportare in Italia migranti arrivati nel nostro Paese e successivamente trasferitisi in altri Stati dell'Ue. Oltre ai Paesi Bassi ci sono Germania, Svizzera, Austria, Finlandia e Svezia.
L’Irlanda "continua a rispettare e a elaborare le notifiche, le richieste e i trasferimenti" dei richiedenti asilo verso tutti gli Stati membri dell’Unione europea, "compresa l'Italia" conferma all'Adnkronos un portavoce del Dipartimento di Giustizia, Affari interni e Migrazione, responsabile per le procedure di immigrazione e asilo, in merito ai cosiddetti dublinanti, ossia le persone per cui l'Italia risulta il Paese di primo approdo.
"Il 12 giugno è entrato in vigore il Patto su asilo e migrazione. Ciò significa che, a partire da tale data, tutti gli Stati membri sono tenuti a rispettare le disposizioni previste dal Patto. Questo significa che i trasferimenti verso l’Italia devono nuovamente essere effettuati in conformità con le norme del Patto. Stiamo pertanto avviando questo processo anche con l’Italia", afferma all'Adnkronos un portavoce del ministero della Giustizia e della Sicurezza olandese.
"Sono in corso contatti per definire una procedura efficace per effettuare questi trasferimenti", aggiunge il portavoce. "Questi trasferimenti costituiscono una parte importante del Patto e, pertanto, devono essere attuati correttamente". L'Aia non ha ancora indicato quante persone potrebbero essere interessate né chiarito se le procedure riguarderanno soltanto chi è arrivato dopo il 12 giugno o anche i richiedenti asilo già presenti nei Paesi Bassi.
L'Olanda arriva dopo la Germania, che ha chiesto a Roma di rendere operativi i trasferimenti dei "dublinanti", e dopo Austria e Svizzera. Il fronte europeo, tuttavia, non è compatto. Francia e Spagna, almeno per ora, non hanno riattivato i trasferimenti verso l'Italia. Madrid punta sui meccanismi di solidarietà previsti dal nuovo Patto, mentre Parigi ha indicato la volontà di proseguire la collaborazione con Roma.
Sul tema interviene anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, in un post sui social, replica alla segretaria del Pd Elly Schlein che aveva parlato di "boomerang" nella gestione migranti. "Elly Schlein parla di “boomerang” e di un presunto fallimento del Governo nella gestione dei migranti. Ma prima di fare propaganda sarebbe utile conoscere la differenza tra le questioni di cui si parla. Schengen e il Patto su Migrazione e Asilo sono due cose completamente diverse e non c’entrano nulla tra loro. Ed è proprio il nuovo Patto che segna una svolta positiva per l’Italia nella gestione dei migranti cosiddetti “Dublinanti”. Le nuove regole tutelano molto di più gli Stati di primo ingresso in tema di richieste di asilo e, con il rafforzamento del principio di Paese Terzo sicuro voluto dall’Italia, sarà più semplice effettuare rimpatri accelerati", scrive la premier.
"Riguardo alla situazione precedente a queste modifiche, questo Governo ha contrastato l’applicazione di regole insensatamente penalizzanti per noi e infatti, dal 2023 a oggi l’Italia ha respinto circa 80 mila richieste di presa in carico provenienti da altri Stati membri. Ed è grazie alla fermezza di questo Governo se l’Italia non si è limitata ad accettare passivamente tutto ciò che gli altri Stati ci chiedevano.Cosa avrebbe fatto un Governo di sinistra? Probabilmente avrebbe accolto quelle richieste, aggravando ulteriormente la pressione sul nostro sistema di accoglienza e creando ancora più problemi nella gestione dei flussi migratori".
"La priorità per l’Italia resta, in ogni caso - conclude la premier - il contrasto all’immigrazione illegale di massa, non decidere semplicemente come distribuire i migranti in Europa. E noi continueremo a lavorare per ridurre drasticamente gli arrivi irregolari: attraverso il rafforzamento delle frontiere esterne europee, la cooperazione con i Paesi di origine e transito, il contrasto ai trafficanti e una politica dei rimpatri più efficace. È questa la strada che il Governo continuerà a seguire".