'Vostra lettera distorce la realtà interna'
Il coordinatore dell'Iniziativa Legislativa Popolare (Ipl) per la regolarizzazione straordinaria degli stranieri in Spagna, Jorge Serrano Paradinas, ha accusato 22 leader dell'Unione Europea di essere caduti in una "trappola geopolitica" a seguito della loro lettera alle istituzioni europee dopo la crisi migratoria di Ceuta.
"Vi scrivo perché la vostra recente lettera alla Commissione Europea distorce gravemente la realtà del mio Paese, la natura delle nostre leggi e le vere cause della crisi di sicurezza a cui abbiamo assistito di recente a Ceuta. Avete diagnosticato erroneamente il problema e, così facendo, siete caduti direttamente in una pericolosa trappola geopolitica", afferma in una lettera ottenuta da Europa Press.
Serrano Paradinas sottolinea inoltre che la legge non è stata promossa dal governo di Pedro Sánchez, bensì grazie alla mobilitazione di oltre 700mila cittadini e più di mille organizzazioni sociali, culminata nella sua approvazione in Parlamento con 310 voti favorevoli e 33 contrari.
Serrano Paradinas nega che il processo agisca da "incentivo" per gli "attraversamenti illegali del confine. Questo è tecnicamente, legalmente e logicamente falso", afferma. Allo stesso modo, sottolinea che la regolarizzazione straordinaria approvata in Spagna è "strettamente retroattiva" e spiega che si applica "esclusivamente" a coloro che hanno dimostrato di risiedere, lavorare e stabilirsi nel Paese prima della fine del 2025.
Secondo Serrano, il processo di regolarizzazione "non concede assolutamente alcun diritto a coloro che attraversano illegalmente il confine oggi". Inoltre, sottolinea che "invia un chiaro segnale di deterrenza". Riguardo agli eventi accaduti a Ceuta quest'estate, il coordinatore dell'Iniziativa Legislativa Popolare (Ipl) afferma che l'Europa non ha subito una crisi migratoria nella città autonoma, bensì "un attacco alla sua sovranità territoriale".
"Le autorità marocchine - dice - hanno deliberatamente aperto le frontiere, filtrando l'ingresso dei propri cittadini e bloccando quello dei migranti subsahariani. Si è trattato di una manovra politica calcolata, per inviare un messaggio all'Europa sulle proprie ambizioni storiche riguardo a questo territorio, spagnolo dal 1580. Una manovra politica che ha tragicamente causato la morte di oltre 100 persone", si legge nel documento.
Il coordinatore afferma che il Paese confinante aveva già impiegato metodi simili nel maggio 2021, quando quasi 20mila persone erano entrate a Ceuta dopo l'apertura delle recinzioni, un episodio che, spiega, ha portato al sostegno spagnolo alla proposta marocchina sul Sahara Occidentale e alla successiva "tensione" diplomatica con l'Algeria fino al ripristino del trattato di amicizia. "Gli analisti internazionali concordano sul fatto che l'attuale crisi a Ceuta sia la reazione deliberata del Marocco al timore che la Spagna possa cedere sulla sua posizione riguardo al Sahara Occidentale", sostiene.
Serrano Paradinas sottolinea inoltre che l'approvazione della sentenza della Corte Suprema spagnola che vieta l'espulsione sommaria delle persone che hanno attraversato a nuoto il confine è "l'alibi di cui il governo marocchino aveva bisogno per ripetere l'azione del 2021". Aggiunge poi che la situazione è stata favorita da attori esterni, citando l'approvazione, il 15 luglio 2026, di un pacchetto di bilancio da parte del Congresso degli Stati Uniti, il cui rapporto classifica Ceuta e Melilla come "città amministrate dalla Spagna e situate in territorio marocchino".
Infine, Serrano avverte i leader dell'Ue che attribuire la colpa alle politiche interne della Spagna costituisce una "doppia slealtà" e favorisce la disgregazione dell'Unione Europea dall'interno, minacciando la sospensione dell'accordo di Schengen. Vista questa situazione, Serrano esorta le nazioni europee a proteggere i propri confini esterni e al contempo a regolarizzare la posizione dei lavoratori privi di documenti. "Dimostriamo al mondo che l'Europa non si lascia ricattare, perché la nostra stabilità interna si fonda sui diritti umani, sull'integrazione e sullo Stato di diritto", conclude.