Minuto Rizzo: “Comandi Nato a europei non sono un addio Usa. Cooperative security chiave per il Mediterraneo”

13 febbraio 2026 | 18.21
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Cautela sulle letture che parlano di un disimpegno americano dall’Europa e attenzione al “bicchiere mezzo pieno”. Alessandro Minuto Rizzo, presidente della Nato Defense College Foundation e già rappresentante permanente italiano alla Nato, parla con l'Adnkronos a margine dell’High-Level Workshop “Regions at the Centre - Cooperative Security: Cooperation versus Fragmentation”, organizzato dalla Parliamentary Assembly of the Mediterranean – Centre for Global Studies (Pam-Cgs) e dalla Nato Defense College Foundation (Ndcf).

Commentando le notizie sul passaggio della guida di alcuni comandi Nato a leadership europea, Minuto Rizzo invita a evitare interpretazioni affrettate. “La notizia viene data molto sul piano di un abbandono dell’Europa da parte degli Stati Uniti. Io sarei molto cauto su questo”, afferma. “Vedrei invece il bicchiere mezzo pieno: l’Italia avrà il comando del fianco Sud della Nato, che comprende anche i Balcani. Mi sembra un obiettivo storico che non avevamo mai avuto precedentemente”.

Secondo l’ex ambasciatore, l’idea che la riorganizzazione equivalga a un ritiro americano non coglie la complessità del quadro strategico. “Dire che siccome gli americani ci fanno comandare a Napoli vuol dire che loro se ne vanno mi pare abbastanza sbagliato”, osserva. “Dobbiamo tener conto che ci sono circa 100.000 soldati americani in Europa. Sono necessari? Forse ne bastano meno. Si tratta di un riordino che deriva anche dal fatto che il mondo è cambiato”.

Un riassetto che, nella lettura di Minuto Rizzo, riflette l’evoluzione degli equilibri transatlantici. “Gli europei oggi hanno più peso e più responsabilità. Forse gli americani cederanno qualcosa in termini di truppe, ma l’importante è che il sistema tenga e rimanga insieme”, sottolinea. “Non vedo alcun segno che gli Stati Uniti stiano lasciando la Nato. Hanno un enorme interesse in Europa, economico e politico-militare. Non credo sia nel loro interesse abbandonarla”.

Minuto Rizzo richiama inoltre la necessità di leggere le scelte dell’attuale amministrazione americana nel contesto di una fase ancora iniziale. “È un’amministrazione giovane. Con il nuovo consigliere per la sicurezza nazionale e le figure di primo piano bisogna parlare”, afferma. “È importante che comprendano sempre meglio come è fatto il mondo e qual è il ruolo dell’Europa”.

Nel contesto del workshop romano, dedicato alla “cooperative security”, l’ex diplomatico sottolinea la centralità della cooperazione tra regioni e attori diversi. “La cooperative security, la cooperazione nel campo della sicurezza, è certamente il mondo di domani”.

Una prospettiva che, secondo Minuto Rizzo, risponde alla natura sempre più interconnessa delle crisi contemporanee. “Il pianeta è unico, dal punto di vista economico, finanziario, tecnologico. Se le diverse aree del mondo non collaborano tra loro in termini di assicurazione reciproca e di cooperazione, il rischio di crisi e frammentazione diventa troppo grande”.

In questo quadro, conclude, iniziative come quelle ospitate in Italia assumono un valore strategico e culturale. “Quello che fa la Nato, quello che fa la Fondazione, è cercare di tenere aperti più ponti possibili”, osserva. “Non solo per favorire il dialogo, ma anche per creare una cultura della cooperazione e colmare un deficit di informazione approfondita su questi temi”.

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