Nuovo capitolo nella cooperazione tra i due Paesi sul fronte della tutela del patrimonio culturale
Sono rientrati in Pakistan sette reperti archeologici recuperati in Italia dalla Guardia di Finanza e successivamente consegnati al Consolato generale pakistano di Milano nell'aprile 2025. I beni sono arrivati a Islamabad, segnando un nuovo capitolo nella cooperazione tra i due Paesi sul fronte della tutela del patrimonio culturale.
L’ambasciata del Pakistan a Roma ha espresso soddisfazione per il rimpatrio, ricordando in una nota anche un'analoga operazione avvenuta nell'ottobre 2025, quando furono restituiti 90 reperti sequestrati nel 2007 dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Secondo la rappresentanza diplomatica, Italia e Pakistan sono impegnati in un'intensa "collaborazione tecnica bilaterale" nei settori della ricerca archeologica, della conservazione dei beni culturali e della formazione professionale, con progetti condivisi e scambi di competenze.
Nel comunicato viene inoltre ricordata la lunga presenza di missioni archeologiche italiane in Pakistan, a partire da quella avviata nel 1955 da Giuseppe Tucci a Swat, e il contributo di diversi studiosi italiani premiati con onorificenze pakistane per il loro lavoro nel campo dell’archeologia. Il rimpatrio dei reperti viene infine indicato come esempio di cooperazione efficace tra le autorità dei due Paesi nella lotta al traffico illecito di beni culturali e nella valorizzazione del patrimonio storico.