Ursula von der Leyen e Antonio Costa annunciano che Kiev ha accolto "con favore" l'offerta dell'Unione, dopo che Zelensky li aveva accusati di ricattarlo.
L'Ucraina ha "accolto con favore e accettato" l'offerta dell'Ue di fornire fondi e supporto tecnico per riparare l'oleodotto Druzhba, danneggiato da un attacco russo alla fine di gennaio in territorio ucraino. Lo annunciano i presidenti Antonio Costa e Ursula von der Leyen, dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva accusato l'Ue di "ricatto", per il pressing su Kiev affinché ripari l'infrastruttura, che consegnava a Ungheria e Slovacchia petrolio proveniente dalla Russia, prima di essere bombardata.
Budapest e Bratislava hanno bloccato sia il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia che il prestito da 90 miliardi di euro per il 2026-27 all'Ucraina, come ritorsione, accusando l'Ucraina di rifiutare di riparare l'infrastruttura, al fine di influenzare l'esito delle prossime elezioni politiche in Ungheria. Le sanzioni e il prestito sono tuttora bloccati dal veto di Ungheria e Slovacchia.
Il Consiglio Europeo di dopodomani tenterà di sbloccare almeno il prestito da 90 miliardi: è impossibile aggirare il veto di Bratislava e Budapest, perché il prestito richiede una modifica del regolamento sul quadro finanziario pluriennale dell'Ue, per il quale è indispensabile l'unanimità dei 27, anche se il prestito verrà effettuato a 24, con una cooperazione rafforzata che, oltre ai due Paesi che bloccano, esclude anche la Repubblica Ceca.
"A seguito dei rinnovati attacchi russi del 27 gennaio contro l'oleodotto Druzhba (amicizia, ndr) - affermano Costa e von der Leyen - che hanno causato l'interruzione delle forniture di petrolio greggio a Ungheria e Slovacchia, abbiamo avviato intense discussioni con gli Stati membri e l'Ucraina a tutti i livelli per ripristinare il flusso di petrolio" verso i due Paesi centroeuropei.
L'Ue, continuano, "ha offerto all'Ucraina supporto tecnico e finanziamenti. Gli ucraini hanno accolto con favore e accettato questa offerta. Gli esperti europei sono immediatamente disponibili. La nostra priorità è garantire la sicurezza energetica per tutti i cittadini europei. In tal senso, continueremo a collaborare con le parti interessate per individuare percorsi alternativi per il transito di petrolio greggio non russo verso i paesi dell'Europa Centrale e Orientale".