Presidenti Ue, Ucraina accetta aiuti per riparare oleodotto Druzhba

Ursula von der Leyen e Antonio Costa annunciano che Kiev ha accolto "con favore" l'offerta dell'Unione, dopo che Zelensky li aveva accusati di ricattarlo.

La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen (Afp)
La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen (Afp)
17 marzo 2026 | 12.18
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L'Ucraina ha "accolto con favore e accettato" l'offerta dell'Ue di fornire fondi e supporto tecnico per riparare l'oleodotto Druzhba, danneggiato da un attacco russo alla fine di gennaio in territorio ucraino. Lo annunciano i presidenti Antonio Costa e Ursula von der Leyen, dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva accusato l'Ue di "ricatto", per il pressing su Kiev affinché ripari l'infrastruttura, che consegnava a Ungheria e Slovacchia petrolio proveniente dalla Russia, prima di essere bombardata.

Budapest e Bratislava hanno bloccato sia il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia che il prestito da 90 miliardi di euro per il 2026-27 all'Ucraina, come ritorsione, accusando l'Ucraina di rifiutare di riparare l'infrastruttura, al fine di influenzare l'esito delle prossime elezioni politiche in Ungheria. Le sanzioni e il prestito sono tuttora bloccati dal veto di Ungheria e Slovacchia.

Il Consiglio Europeo di dopodomani tenterà di sbloccare almeno il prestito da 90 miliardi: è impossibile aggirare il veto di Bratislava e Budapest, perché il prestito richiede una modifica del regolamento sul quadro finanziario pluriennale dell'Ue, per il quale è indispensabile l'unanimità dei 27, anche se il prestito verrà effettuato a 24, con una cooperazione rafforzata che, oltre ai due Paesi che bloccano, esclude anche la Repubblica Ceca.

"A seguito dei rinnovati attacchi russi del 27 gennaio contro l'oleodotto Druzhba (amicizia, ndr) - affermano Costa e von der Leyen - che hanno causato l'interruzione delle forniture di petrolio greggio a Ungheria e Slovacchia, abbiamo avviato intense discussioni con gli Stati membri e l'Ucraina a tutti i livelli per ripristinare il flusso di petrolio" verso i due Paesi centroeuropei.

L'Ue, continuano, "ha offerto all'Ucraina supporto tecnico e finanziamenti. Gli ucraini hanno accolto con favore e accettato questa offerta. Gli esperti europei sono immediatamente disponibili. La nostra priorità è garantire la sicurezza energetica per tutti i cittadini europei. In tal senso, continueremo a collaborare con le parti interessate per individuare percorsi alternativi per il transito di petrolio greggio non russo verso i paesi dell'Europa Centrale e Orientale".

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