'Questa Ue necessita fortemente di riforme', Weidel a tutto campo dal Parlamento europeo

A Strasburgo la leader dell'AfD chiede di ricostruire l'Unione su sussidiarietà, responsabilità e sovranità. Propone l'uscita da Schengen, critica la Bce e rivendica un approccio 'pragmatico' sull'Ucraina. Su Vannacci: 'È la scelta migliore'

 - Ipa/Ddp
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21 ottobre 2026 | 22.30
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"L'Unione europea, nella sua forma attuale, necessita fortemente di riforme". Lo ha dichiarato la co-presidente di Alternative für Deutschland, Alice Weidel, nel corso di una conferenza stampa fiume al Parlamento europeo in cui ha delineato come il suo partito, che dopo una serie di vittorie elettorali a livello regionale ambisce a governare la Germania, intende sfruttare il peso di Berlino per cambiare l'Ue. il piano, contenuto in un documento programmatico, prevede di ridimensionare drasticamente le istituzioni comunitarie e, in caso di fallimento, di sottoporre a referendum la permanenza della Germania nell'Unione.

Nella sua forma attuale, ha sostenuto la leader di AfD, l'Ue "fa sì che il nostro benessere materiale e immateriale ci venga sottratto. Gli europei perdono potere d'acquisto, si impoveriscono, abbiamo una moneta sempre più debole. Le frontiere sono permeabili. Gli scontri: li abbiamo visti in Francia ma arrivano anche dall'Italia e sono legati all'ambiente di immigrazione e di sinistra. Quindi siamo in una situazione di caos, e dobbiamo ripristinare l'ordine in Europa".

Ricordando l'ascesa del suo partito alle recenti elezioni regionali tedesche, Weidel ha sottolineato che in Germania l'AfD è "pronta ad assumere il potere", mentre a livello europeo intende "fare delle riforme". Il 2029, anno delle prossime elezioni europee e federali tedesche, è nel documento programmatico indicato come il momento per avviarle. In quell'anno "potrebbe diventare realtà qualcosa che osavamo a malapena sperare: una maggioranza patriottica e di destra nel Parlamento europeo è a portata di mano", si legge nel testo.

Il progetto: sussidiarietà, responsabilità, sovranità

"Vogliamo ricostruire, riformare l'Unione europea", ha spiegato Weidel, fondandola su tre principi essenziali: sussidiarietà, responsabilità e sovranità. Il primo implica il "ridare le competenze a livello più basso del processo decisionale, perché è lì che c'è il controllo delle responsabilità e degli equilibri".

Weidel ha fatto l'esempio delle scelte private di un cittadino: il suo partito non vuole "che sia lo Stato o la Commissione non eletta a intrufolarsi nella tua vita privata". Senza sussidiarietà, ha avvertito, l'esecutivo europeo guidato da Ursula von der Leyen, "che viene dalla Cdu", partito rivale dell'AfD a livello nazionale, "può decidere quello che devi comprare, che tipo di macchina devi comprare".

"Io sono un'economista. E per me l'Ue non è più un gruppo di Stati sovrani. Ma sono i governi degli Stati sovrani, e i loro Parlamenti con persone elette a essere al centro del processo decisionale. È lì che devono essere prese le decisioni: non qui, tanto per essere chiari", ha affermato la co-leader di AfD.

Weidel ha poi criticato il diritto di iniziativa della Commissione, perché combinare potere esecutivo e legislativo in una sola istituzione "è un errore". Auspica una riforma dei Trattati e il ritorno alle regole su divieto di bailout e finanziamento degli aiuti di Stato da parte della Banca centrale europea: "Le istituzioni devono attenersi alle regole che loro stesse si sono date, altrimenti è il caos".

Dal Parlamento eletto al tribunale arbitrale

Le proposte sono state raccolte in un documento programmatico, presentato nel corso della conferenza stampa, intitolata "Our new deal for Europe". Il testo elenca varie misure per ridimensionare l'Ue ed esentare la Germania da alcune delle sue leggi. In una prima fase l'AfD non punterebbe a uscire dall'Ue o dall'euro, ma a rinegoziare i Trattati e a ridurre poteri, istituzioni e bilancio dell'Unione.

Le elezioni dirette dell'Eurocamera sarebbero sostituite da delegati nominati dai parlamenti nazionali. La Commissione avrebbe un ruolo "puramente amministrativo", le decisioni passerebbero alle capitali e la Corte di giustizia dell'Ue sarebbe sostituita da un tribunale arbitrale. Il piano prevede inoltre tagli e un tetto al bilancio, il blocco del personale e l'abolizione delle agenzie.

La Germania userebbe il proprio veto per cancellare le entrate da Iva e tassa sulla plastica. "Se Bruxelles rifiuta la strada della riforma, questo veto sarà usato per bloccare i futuri atti legislativi sul finanziamento dell'Ue e ridurre drasticamente i contributi della Germania", si legge nel documento.

Il partito chiede poi deroghe per Berlino su migrazione, fiscalità, politica sociale, difesa e debito comune. Se le norme del Green Deal non saranno cancellate, esenzioni analoghe sarebbero richieste anche su politiche industriali, agricole e finanziarie.

Energia, tasse e debito

Sul Green Deal, Weidel ha previsto che "farà aumentare in modo drammatico i prezzi, in modo soprattutto artificiale". A suo dire la Germania è "totalmente alla mercé di una svolta energetica che punta a solare ed eolico", sviluppo che vede "anche in tutta Europa", specie "con il divieto di motori a combustibile: noi siamo dell'avviso che ogni produttore dovrebbe essere libero di decidere cosa produrre, e ogni cittadino libero di decidere cosa acquistare, senza che ci siano dei burocrati che in modo inopinato si inseriscono in queste dinamiche".

L'AfD, ha spiegato, è per un mercato libero e per la libertà di consumatori e produttori, oltre che per la "libertà dell'arricchimento: non vogliamo la distribuzione obbligata, vogliamo una riduzione drastica delle imposte. È lo Stato ad avere i soldi dei contribuenti, e questi devono essere gestiti in modo corretto. Questo approccio vale non soltanto per la Germania ma per tutta l'Europa".

Il partito teme anche la possibilità di una crisi del debito sovrano, ha proseguito Weidel, indicando le criticità sul fronte delle obbligazioni in Ue: "Non possiamo più accettare le cose come sono. Vogliamo quindi allontanarci da questa dinamica dell'indebitamento che fa male ai giovani", ha detto, scagliandosi contro la "politica dell'indebitamento" che riguarda "tutti gli Stati" dell'Ue, Germania compresa, e causa "delle distorsioni enormi".

Bce e inflazione

Weidel ha criticato anche la "moneta inflazionata", cioè l'euro, e "le bolle artificiali create dalla Bce", che a suo dire riducono il potere d'acquisto. "Gli sviluppi inflazionistici che viviamo a causa degli errori della Banca centrale europea degli ultimi quindici anni sono da ricondurre anche al malgoverno delle finanze pubbliche di molti Stati nazionali", ha rilevato.

Questa tendenza, ha proseguito, "porta ad un cosiddetto crowding out, a una fuoriuscita degli investimenti dall'Ue. Porta anche a un altro aspetto: l'inflazione aumenta a tal punto che i lavoratori non ce la fanno più, quindi c'è una perdita del potere d'acquisto relativo. Questo da dieci anni. E questo ha a che fare con il costrutto attuale".

Sul fronte istituzionale, il documento programmatico chiede più peso di voto alle maggiori economie dell'eurozona nella Bce e il no all'euro digitale.

Migranti: 'Schengen è finito'

"Schengen è finito, Schengen non funziona più. Quindi dobbiamo uscire da Schengen per proteggere le nostre frontiere: AfD promuove questo concetto", ha dichiarato Weidel, riferendosi all'area Ue di libero movimento. Richiamando "il caos che c'è stato a Ceuta e altrove" e "gli scontri che avvengono nei nostri Paesi", ha affermato che, se l'Ue non è in grado di proteggere le frontiere, tale dovere "spetta agli Stati nazionali".

"Se l'Europa fallisce nelle missioni ancorate nei Trattati, noi dovremmo avere il diritto di veto e uscire dalle circostanze caotiche in cui versiamo", ha aggiunto la co-presidente dell'AfD. "Non vogliamo che gli europei perdano la loro casa e la loro identità perché persone che vengono da un altrove vogliono portare scompiglio nei nostri Paesi: questi devono essere detenuti e deportati".

Ucraina: 'L'Europa non siede al tavolo'

"La storia ce lo insegna: dopo una guerra viene sempre la pace, quindi ogni guerra finisce. E se lo sappiamo, non capiamo perché l'Unione europea dal 2022 non si sia impegnata per la pace in Ucraina", ha detto Weidel. "Anzi, ha avuto un effetto anche controproducente: perché i negoziati di Istanbul del 2022 sarebbero andati molto meglio, e l'Ucraina sarebbe in una posizione molto migliore oggi".

Oggi l'Ucraina "è in una posizione negoziale peggiore rispetto alla Russia rispetto al passato, quindi dobbiamo anche fare un po' i conti con quello che abbiamo fatto e vedere quante centinaia di migliaia di giovani sono morti a causa di questo. Dobbiamo avere un approccio pragmatico. E questo non ha niente a che fare con la narrazione che si diffonde sul fatto che noi, come AfD, vogliamo la capitolazione dell'Ucraina. Noi non la vogliamo. Noi vogliamo un approccio diplomatico pragmatico nell'interesse dell'Ucraina e della Russia".

Per la co-leader dell'AfD è "palese che ci sono tre poteri al tavolo: Usa, Russia e Cina. Possiamo ancora parlare di una leadership europea? No, non se ne può più parlare, l'Europa non siede più al tavolo negoziale. Non abbiamo più alcun ruolo, visti con gli occhi di Cina, Stati Uniti e Russia". Questo "deve essere un avvertimento per tutti" e anche "il punto di partenza per una nuova Europa, per impegnarci per una soluzione pragmatica per l'Ucraina", ha aggiunto.

Isolamento Esn e rapporti con Vannacci

Rispondendo a una domanda sull'isolamento del suo partito, Weidel ha detto che l'AfD "ha un approccio piuttosto pragmatico. Noi pensiamo che abbiamo bisogno di lavorare a livello europeo, e quindi dobbiamo discutere: siamo qui per questo". Oggi il partito appartiene al gruppo dell'Europa delle nazioni sovrane (Esn): nel 2024 fu cacciata dal gruppo Identità e democrazia (Id) e più recentemente si è visto sbarrato l'accesso al gruppo dei Patrioti per l'Europa (PfE), sua incarnazione attuale, per l'opposizione della componente francese, il Rassemblement national.

Nello stesso gruppo Esn siede Futuro nazionale, guidato dal suo unico eurodeputato, Roberto Vannacci. Interpellata dalla stampa su un eventuale avvicinamento al centrodestra italiano o su una corsa solitaria, anche a costo di favorire la vittoria della sinistra, Weidel si è detta "fermamente convinta" che Vannacci sia "la scelta migliore per il suo elettorato" e che prenderà "le decisioni migliori per l'Italia".

La leader dell'AfD ha anche puntualizzato di non essere nella posizione di "consigliare qualcosa a un politico europeo, perché sicuramente conosce meglio lui la posizione e la situazione del suo Paese rispetto a me": il collega "sa cos'è meglio per il suo Paese e cosa non lo è".

La reazione di Vannacci

"Sono contento", ha commentato a caldo Vannacci, interrogato sull'endorsement, evidenziando l'attenzione di Weidel riguardo all'intervenire su questioni di politica nazionale di altri Paesi. Interrogato sull'incompatibilità annunciata da esponenti della maggioranza di centrodestra nei confronti di Futuro nazionale, ha risposto: "non dipende da me. Perché ad oggi è questa alleanza, questa ipo-destra che sta erigendo muri, non io".

Vannacci ha rivendicato di non aver mai chiuso alla prospettiva di un'alleanza con le altre forze del centrodestra: "Io ho tracciato delle linee rosse e ho detto: attenzione, all'interno di queste linee rosse io discuto con tutti. Però le linee rosse vanno rispettate, perché il problema di questa ipo-destra è che ha fatto grandi promesse prima delle elezioni e poi non ne ha mantenuta quasi nessuna".

Incalzato, ha indicato nell'interruzione del sostegno all'Ucraina una delle sue linee rosse, sottolineando la convergenza con quanto espresso poco prima da Weidel. Altre linee rosse sono lo stop al Green Deal, perché "ha desertificato il nostro tessuto industriale", e al sostegno all'attuale Commissione europea "che non sta facendo altro che sostenere Green Deal e immigrazione senza controllo".

Il leader di Fn ha affermato anche di non aver "mai messo in dubbio l'euro". Nel programma del suo partito, ha spiegato, a quella voce c'è un punto interrogativo, "nel senso che, come ogni cosa nella vita, non può essere perenne. Però al momento non abbiamo nessun programma di uscire dall'euro. Come non abbiamo nessun programma di uscire dall'Ue, ma eventualmente di trasformarla. E anche in questo senso siamo molto in linea con quanto ha detto Alice Weidel".

Infine, interrogato sull'ipotesi di Giorgia Meloni alla guida di un governo da lui sostenuto dopo le elezioni politiche del 2027, Vannacci ha risposto: "Per me sono accettabili tutti. Io mi baso sui programmi, non sulle persone".

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