Rimpatri, Ceccardi (Lega): 'Ue adotta modello Albania. Ora maggioranza centrodestra su altri temi'

Approvato in plenaria il nuovo regolamento Ue sui rimpatri: come spiega la vicepresidente dei Patrioti all'Adnkronos, lo sviluppo prova che una maggioranza alternativa di centrodestra al Parlamento europeo è possibile e replicabile su altri dossier

© European Union 2026 - Source: EP
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17 giugno 2026 | 19.37
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"Ci siamo riusciti sui rimpatri, penso che ci riusciremo anche su altri temi." Lo dichiara all'Adnkronos Susanna Ceccardi, eurodeputata della Lega e vicepresidente del gruppo dei Patrioti (PfE) al Parlamento europeo, riferendosi al passaggio del nuovo regolamento sui rimpatri grazie a una maggioranza di centrodestra alternativa alla tradizionale coalizione centrista. È questo il motivo per cui l'Eurocamera "cambia totalmente postura rispetto ai temi dell'immigrazione", come spiega Ceccardi nel corso di un'intervista a margine dei lavori della plenaria.

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"Era dal regolamento di Dublino che non si cambiava in maniera così importante il tema dei rimpatri, il tema della gestione dell'immigrazione. E dico, con grande soddisfazione, che la maggioranza del Parlamento europeo viene sulle posizioni della Lega, dei Patrioti", rileva l'eurodeputata. "Abbiamo dimostrato che c'è una maggioranza diversa. Tutta l'ala della destra, del Ppe e anche parte di Renew hanno votato per il nuovo regolamento sui rimpatri", sottolinea, riferendosi rispettivamente ai Popolari e ai Liberali.

Ceccardi vede "assolutamente" altri spazi di manovra per tale maggioranza, che si era già palesata in altre occasioni, come nella condanna al regime di Nicolas Maduro in Venezuela e a quello iraniano. "Noi crediamo che l'Europa non debba imporre nuove tasse ai cittadini europei, debba preservare l'industria. Ci augureremmo anche un cambio veramente radicale sulle politiche scellerate sul Green Deal, politiche ideologiche che hanno tartassato le imprese italiane ed europee. C'è ancora tanto, tanto, tanto da fare: però noi siamo fiduciosi, come la goccia che scava la pietra", conclude.

Hub Albania: 'niente vieta' l'utilizzo da altri Paesi Ue

Il nuovo regolamento istituzionalizza a livello europeo lo strumento degli hub esterni di rimpatrio, punto "fortemente voluto dal governo di centrodestra" e un "vero orgoglio" per l'Italia, perché "si istituzionalizza il modello Albania". E proprio su quel modello la vicepresidente dei Patrioti apre a una prospettiva inedita: altri Paesi Ue potrebbero utilizzare i centri di rimpatrio italiani in seguito a un eventuale accordo.

Tali centri sono stati pagati e realizzati da Roma in seguito a un accordo bilaterale con Tirana, ricorda Ceccardi, ma "niente vieta" che possano essere utilizzati da altri Stati membri: "perché no". Non si è ancora parlato di tale soluzione e nessuna richiesta è stata fatta in tal senso, aggiunge, ma nonostante ciò "si potrebbero trovare delle forme aggiuntive di collaborazione tra Paesi europei per raggiungere un obiettivo comune, che è quello di rendere l'Europa più sicura per tutti".

Con le nuove regole i destinatari di un ordine di espulsione "potranno sostare" in tali strutture in attesa del rimpatrio. Lo stesso centro di Gjader, che è "perfettamente a norma", "entrerà pienamente in funzione" superando le "complicazioni" dovute all'opposizione di magistrati italiani al trasferimento di migranti che avevano ricevuto l'ordine di espulsione. "Ecco, tutto questo procedimento oggi invece diventa istituzionalizzato a livello Ue", andando a "facilitare l'espulsione degli irregolari che hanno commesso dei reati e dei crimini sul nostro territorio".

'Più vigore in richiesta collaborazione Paesi terzi'

Con le nuove norme l'ordine di espulsione diventa europeo: non è più dunque il solo Paese che lo emette a farlo valere, ma lo sono tutti i Ventisette. Sono previsti anche "strumenti di moral suasion nei confronti dei Paesi terzi che non accettano il rimpatriato": l'Ue potrà, per esempio, tagliare alcuni finanziamenti e fondi di sviluppo di cui beneficia un dato Paese. "Diciamo che viene richiesta con maggiore vigore la collaborazione dei Paesi terzi", afferma Ceccardi, sottolineando che la sua forza politica auspicherebbe "una riforma ancora maggiore" in tal senso.

La speranza della Lega è che più migranti irregolari che ricevono un ordine di espulsione vengano effettivamente rimpatriati. L'eurodeputata leghista sottolinea che i numeri di rimpatriati finora sono stati "molto bassi", arrivando anche al 20% sul totale di coloro che hanno ricevuto un ordine di espulsione. "Noi ci auguriamo che con questo nuovo provvedimento questi numeri aumentino, anche perché le misure sono sicuramente più efficaci".

Il nuovo regolamento "rispetta completamente il diritto internazionale, ma soprattutto rispetta un diritto sacrosanto dei cittadini europei che è quello della sicurezza", puntualizza la vicepresidente dei Patrioti. "Rimpatriare un illegale che ha commesso dei reati sul nostro territorio non viola il diritto internazionale: io credo che lo violerebbe tenerlo in Europa. Comunque, anche i diritti dei residenti sono diritti umani. Il diritto di sicurezza è un diritto necessario, è un diritto da tutelare". (di Otto Lanzavecchia)

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