Salvini dal palco dei Patrioti: "No a esercito Ue, vogliamo la pace". E a Orban dice "continuiamo inisieme"

Il vicepremier al termine del corteo punta il dito contro Commissione europea e Fmi: "Accoppiata malefica" e chiede stop al patto di stabilità e la riapertura delle forniture del gas dalla Russia

La foto di Matteo Salvini sul palco dei Patrioti - Ipa
La foto di Matteo Salvini sul palco dei Patrioti - Ipa
18 aprile 2026 | 18.32
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"Dico no all’esercito europeo voluto da Macron e dai suoi simili". Matteo Salvini dal palco della manifestazione dei Patrioti che si è svolta oggi, sabato 18 aprile, a Milano punta il dito contro la linea europea del riarmo. "Questa è una piazza che vuole la pace, non le armi e la guerra. Torniamo a investire in dialogo e democrazia, non in armi e sanzioni. I nostri figli non hanno bisogno dell’esercito europeo, invocato da una persona abbastanza permalosa".

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"Questa piazza - insiste Salvini - chiede la pace, non con le bandiere della pace dei centri sociali che anche oggi hanno cercato lo scontro con la polizia. Quella è la pace dei delinquenti". Poi manda "un saluto a un amico e a un patriota che si chiama Viktor Orbán. Caro Viktor hai difeso i confini e combattuto contro trafficanti di uomini e di armi, continuiamo insieme questa battaglia di libertà e legalità".

"Sì al gas dalla Russia"

E si scaglia contro "l’accoppiata malefica Fmi-Commissione europea. Il Fondo monetario internazionale è governato da marziani", attacca chiedendo di sospendere il patto di stabilità.

La Commissione europea "dice che per fronteggiare il caro luce e gas, bisogna lavorare di meno e illuminare di meno queste città. Chi è quella mente poco illuminata che risponde di spegnere l’interruttore di casa sua? Una delle cose da fare subito, lo chiede la Lega e il governo. Se non arriva una risposta positiva nell’arco di alcuni giorni siamo pronti a fare da soli: sospendere le regole fuori dal mondo del Patto di stabilità che stanno bloccando la nostra economia".

"Gli Usa in queste ore - ricorda Salvini - hanno sospeso fino al prossimo 16 maggio le sanzioni al petrolio russo, non l’ha fatto uno staterello dell’ex Urss, l’ha fatto la più grande democrazia mondiale e io dico che, se lo fanno a Washington, lo devono fare anche a Bruxelles. Piuttosto che chiudere scuole e ospedali torniamo a prendere energia da tutto il mondo, Russia compresa".

"L’ha detto persino il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini: bisogna cambiare chi governa quest’Europa" ha incalzato Salvini. Il vicepremier ha poi attaccato la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen: "La sua genialata è un nuovo lockdown. No, abbiamo già dato, non abbiamo nessuna intenzione di chiudere le scuole e le fabbriche, vogliamo vivere, studiare e lavorare".

"Nuove riforme sulla giustizia"

Quindi tornando alla sconfitta al referendum sulla giustizia, il leader della Lega assicura che "dopo la vittoria del No siamo ancora più uniti, forti e determinati a lavorare insieme senza paura di accelerare insieme su misure che servono. Come una riforma giustizia necessaria, a partire dalla responsabilità civile dei magistrati che come tutti altri lavoratori se sbagliano devono pagare le conseguenze".

"Pronti a riconquistare Milano"

Poi manda un 'avviso di sfratto' a Sala. "Da milanese non mi basterà vincere le politiche. Amici milanesi, oggi siete tantissimi, prepariamoci dopo 15 anni di sinistra a tornare a vincere le elezioni comunali e tornare a governare Palazzo Marino. Non se ne può più".

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