Sanzioni Ue contro frodi online e tratta nel Sud-est Asiatico

L'Ue sanziona individui ed entità per frodi online e violazioni dei diritti umani, in centri operanti in Cambogia e Myanmar.

Rue de la Loi o Wetstraat, la via di Bruxelles che divide la sede della Commissione Europea, a destra in primo piano nella foto (palazzo Berlaymont), e quella del Consiglio Ue e del Consiglio Europeo (l'Europa Building) a sinistra in primo piano. - Foto Adnkronos
Rue de la Loi o Wetstraat, la via di Bruxelles che divide la sede della Commissione Europea, a destra in primo piano nella foto (palazzo Berlaymont), e quella del Consiglio Ue e del Consiglio Europeo (l'Europa Building) a sinistra in primo piano. - Foto Adnkronos
30 luglio 2026 | 16.53
Tommaso Gallavotti
LETTURA: 2 minuti

Il Consiglio Ue ha sanzionato sette persone e tre entità responsabili di "gravi violazioni dei diritti umani", tra cui tratta di esseri umani, tortura e altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti, in relazione alla gestione di centri dediti alle frodi on line nel Sud-est asiatico.

Le truffe telematiche sono diventate una vera e propria industria, molto redditizia, con ricavi che a livello globale superano i mille miliardi di dollari l'anno, secondo la Gasa (Global Anti-Scam Alliance).

L'Ue si concentra in particolare, spiega il Consiglio, sul Prince Holding Group e sul suo presidente Chen Zhi. Il Prince Holding Group è un conglomerato multimiliardario con sede in Cambogia che costruisce complessi adibiti a centri di truffa in Cambogia e Myanmar, attraverso diverse società di copertura.

Questi centri perpetrano truffe legate agli investimenti in criptovalute e altri schemi fraudolenti. Inoltre, all'interno di questi centri, numerose vittime di diversi Paesi vengono attirate con false promesse, trattenute contro la loro volontà e costrette a partecipare a truffe online ai danni di vittime in tutto il mondo.

Le vittime che lavorano nei centri di truffa denunciano inoltre abusi, torture, rapimenti e detenzioni illegali all'interno di queste strutture.

Analogamente, l'Ue ha inserito nella lista nera il Jin Bei Group, un conglomerato che sviluppa casinò e complessi adibiti a centri per truffe in Cambogia con lo stesso obiettivo di perpetrare frodi legate agli investimenti in criptovalute e altri schemi fraudolenti. Anche il presidente del Jin Bei Group, Zhu Zhongbiao, è stato inserito nella lista.

Colpito anche il Dkba, vicino al Tatmadaw

Misure restrittive sono state imposte anche all'Esercito Democratico Buddhista Karen (Dkba), un gruppo armato birmano vicino al Tatmadaw, l'esercito del regime, che controlla un territorio nello Stato Karen del Myanmar, intorno a Myawaddy, al confine tra Myanmar e Thailandia.

Il Dkba è responsabile di agevolare la gestione di centri per truffe su larga scala, consentendo a questi complessi illegali di operare sotto la sua protezione e permettendo alle reti criminali di operare nelle aree sotto il suo controllo.

È stato segnalato che i soldati dell'Esercito Democratico Buddhista Karen hanno partecipato ad atti di violenza contro le vittime della tratta di esseri umani intrappolate all'interno dei complessi.

Le persone fisiche e giuridiche inserite oggi nella lista nera sono soggette al congelamento dei beni. Ai cittadini e alle società dell'Ue è vietato fornire loro fondi. Le persone fisiche sono inoltre soggette a un divieto di viaggio, che impedisce loro di entrare o transitare nei territori dell'Unione.

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