L'eurodeputata traccia la rotta per l'autonomia europea: possibili un'Italia e un'Ue alimentate al 100% da fonti rinnovabili. Centrale la necessità di trattenere le materie prime critiche per il riciclo interno e difendere il mercato dell'acciaio dalla sovraccapacità cinese con misure anti-dumping mirate
All'Unione europea "manca" la lungimiranza dimostrata dalla Cina in materia di politica industriale: per restare al passo dovrebbe sposare definitivamente una direzione e allineare i finanziamenti di conseguenza. Lo afferma Benedetta Scuderi, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra (Greens/Efa) e membro della Commissione Industria, ricerca ed energia al Parlamento europeo, nel corso della diretta "Lavori in Corso" dell'Adnkronos.
Come rileva l'eurodeputata, la direzione "deve essere quella della transizione", decisa per motivi sia ambientali che strategici dal momento che implica l'aumento dell'autonomia strategica tramite l'allontanamento dai combustibili fossili. "Dobbiamo fare delle scelte politiche che vadano in quella direzione, sempre e comunque, ma soprattutto metterci i soldi, perché è questo quello che ha fatto la Cina, che ora si trova in una situazione di grandissimo vantaggio competitivo", sottolinea. A tal proposito, Scuderi rileva che nel Fondo sulla competitività europea da 230 miliardi ipotizzato per il bilancio Ue 2028-2034 prevede solamente 26 miliardi alla voce transizione.
Al contempo occorre dare priorità anche alle materie prime critiche, ambito in cui è essenziale avere "un approvvigionamento europeo" e aumentare la capacità di riciclo: occorre dunque "mantenere in Europa" i prodotti contenenti tali materiali e non rispedirli in Cina, come avviene ora. Sul tema della neutralità tecnologica, Scuderi rileva che "qualsiasi cosa ci lega a delle tecnologie, se noi non vogliamo tornare a accendere le candele", e che quelle legate alla transizione "sono rinnovabili e riciclabili. È questa la grande chiave di volta". L'esempio che porta è quello del litio, dove l'Ue in pochi anni ha sviluppato una capacità di riciclo pari al 98-99% "con l'innovazione, tra cinque, dieci anni, arriveremo a una capacità di riciclo di tantissimi di questi materiali".
Sempre sul fronte della transizione ambientale, per via delle sue caratteristiche, un'Italia sorretta al 100% da fonti di energia rinnovabili è "assolutamente possibile". Parimenti, l'Agenzia europea per l'energia "ha iniziato a mettere a terra i primi piani sulla possibilità di un'Europa 100% rinnovabile", sottolinea Scuderi, ma tali progetti devono essere affiancati "alla creazione di un vero mercato unico europeo, con un prezzo unico europeo, che guardi a un mix energetico europeo" nella consapevolezza della diversità di competenze, tecnologie, know-how e morfologie esistenti.
L'esponente dei Verdi indica fonti rinnovabili "molto stabili come l'idroelettrico, ma anche il geotermico", ambito in cui gli sviluppi tecnologici consentiranno la produzione di energia anche dove non esistono altre fonti "utilizzando semplicemente dell'acqua e la profondità del terreno". In parallelo, lo stoccaggio dell'energia, volto a sopperire le intermittenze di rinnovabili come solare ed eolico, "può essere fatto in vari modi, dalla produzione di altra energia alle batterie allo stoccaggio idroelettrico". Tutto questo messo insieme a "una buona capacità di elettrificazione e soprattutto un percorso sull'efficienza" porterebbe alla totale indipendenza energetica secondo le proiezioni dell'Agenzia europea per l'energia.
Mediamente si è verificata una crisi energetica ogni dieci anni nell'ultimo periodo, "perché siamo sempre stati dipendenti dal fossile". Occorre dunque uscire da questo "puzzle che sta peggiorando" per via di elementi come l'aumento della richiesta di energia e la crisi dello Stretto di Hormuz. "Non sappiamo a che livello arriverà, potremmo essere solo all'inizio", prosegue Scuderi, evidenziando che tali crisi energetiche "sono nelle mani di pazzi dittatori, Trump, l'Ayatollah, e chi più ne ha ne metta. Quindi noi dovremmo avere come cruccio essenziale per la nostra sicurezza, per la nostra capacità di sopravvivenza, la transizione energetica. Che si può fare, ma ha bisogno di volontà politica e finanziamenti".
Questa necessità di tutelare l'autonomia del mercato interno europeo si riflette anche nelle recenti decisioni commerciali. Il dazio al 50% sulle importazioni di acciaio in Ue, unito al taglio delle quote di importazione esenti da tale dazio del 47%, "non sono dazi alla Trump", quanto piuttosto frutto di "valutazioni strategiche" che vanno a "tutelare la produzione europea da un dumping di costo", spiega l'europarlamentare commentando, commentando le misure passate a larga maggioranza dal Parlamento.
Scuderi indica la Cina e la sua sovraccapacità produttiva come Paese da cui è necessario proteggersi, dal momento che Pechino, "come comprovato", utilizza anche fondi pubblici per alimentare la propria produzione "a costo bassissimo in modo da invadere il nostro mercato, farci perdere la produzione, e a quel punto ri-decidere il prezzo. Noi questa cosa non la possiamo assolutamente permettere", prosegue, sottolineando l'importanza di attenersi a regole di libero commercio "ma anche tutelare le nostre produzioni interne che sono delle produzioni di qualità, delle eccellenze e che creano posti di lavoro e sono fonti di materie strategiche".