Serbia, Fruscione (Ispi): "Vittoria Studenti è storica, governo avrà matrice civica"

Un risultato "impensabile due anni fa": ''Il più classico dei Davide contro Golia'' che ha messo fine ai 14 anni di potere di Aleksander Vucic, spiega all'Adnkronos il responsabile del Desk Balcani presso l'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale

(Iber press)
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26 ottobre 2026 | 22.31
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Un ''risultato storico'' e ''impensabile due anni fa'' la vittoria della Lista degli Studenti alle elezioni parlamentari in Serbia, ''il più classico dei Davide contro Golia'' che ha messo fine ai 14 anni di potere di Aleksander Vucic. Con la prospettiva di un prossimo ''governo di matrice civica'' che riprenda ''il processo di adesione all'Unione europea'', pur con un ''atteggiamento pragmatico'' verso la Russia. Lo ha spiegato in un'intervista all'Adnkronos Giorgio Fruscione, responsabile del Desk Balcani presso l'Ispi, l'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale. ''Un risultato non scontato e non prevedibile'', quello ottenuto dalla Lista degli Studenti, anche perché ''in questi quattordici anni il regime di Vucic ha realizzato un controllo assoluto e totale di ogni aspetto della sfera pubblica del Paese''. Come esempio, Fruscione cita il fatto che Vucic non abbia accettato ''mai un duello televisivo con alcun esponente dell'opposizione''. Inoltre, l'analista parla del ''95% dei media, sia tv a frequenza nazionale che carta stampata, totalmente asserviti al regime, che hanno fatto da cassa di risonanza e propaganda allo stesso tempo, attraverso notizie false, gogne mediatiche contro dissidenti, giornalisti indipendenti ed esponenti dell'opposizione''.

Il ricercatore si sofferma poi sul partito di Vucic, ''che in proporzione vanta a livello europeo il più alto numero di iscritti. Si stima che ogni nove elettori, uno sia iscritto al Partito Progressista Serbo. Questo significa che poggia su una radicata struttura di partito, nonché su una leadership fortissima e un controllo totale dei mezzi di comunicazione che ha reso l'elezione di ieri il più classico dei Davide contro Golia. Considerate queste condizioni è veramente un risultato storico che due anni fa sarebbe stato impossibile da pensare''.

''Almeno tre elementi'', spiega Fruscione, gli elementi di forza della Lista degli Studenti. ''Il primo è quello di essere stato fin dall'inizio estraneo all'appartenenza politica. Per anni si è protestato, durante il regime di Vucic, per questo o quell'altro scandalo. Alle ultime elezioni nel 2023 si arrivò con una larga coalizione dell'opposizione nata dopo le sparatorie di Belgrado e che raggiunse però solo il 23%'', ricorda l'analista. Diverse le condizioni attuali. ''Questa volta le opposizioni sono rimaste estranee e molti partiti hanno preferito non presentarsi per sostenere la Lista degli studenti'', spiega. Ma c'è un ''secondo elemento'', prosegue, che ''è quello di non essere stato un movimento 'Belgrado centrico' come nel passato. Gli studenti sono riusciti ,attraverso iniziative originali come marce, blocchi stradali, boicottaggi, a parlare a tutto il paese, anche alla Serbia rurale''. Perché ''il Paese ha due facce. Una è quella della capitale Belgrado, dove si concentra l'attività economica, politica e culturale, ma il resto del paese, tolta Novi Sad, è su un altro livello''. Infine, ''il terzo elemento è quello della perseveranza'', nota Fruscione, secondo cui quello degli Studenti serbi è ''uno dei movimenti di protesta più longevi e che con regolarità è sceso in piazza attraverso iniziative originali che hanno saputo mantenere alta l'attenzione e l'attività di contrasto al regime di Vucic''.

Movimento eterogeneo, Fruscione spiega che ''la scelta degli studenti è stata quella di trovare 250 nomi'' che fossero ''una rappresentanza di genere quasi perfetta'' e che ora ''cercherà di ripristinare il ruolo delle istituzioni''. Perché, nota l'analista, ''il movimento studentesco contesta un uso improprio al servizio del partito di potere delle istituzioni pubbliche, così come delle aziende pubbliche. Per cui, il governo che si costituirà sarà di matrice civica e che rimetterà al centro il cittadino e non il partito''.

Per quanto riguarda i rapporti con gli altri Paesi, Fruscione nota che ''la politica estera è rimasta molto sullo sfondo, sia in questi due anni sia in quello che è il programma politico della Lista degli Studenti. La sfida principale è quella di ripristinare la funzione dello Stato serbo''. Il Cremlino ha intanto riconosciuto l'esito del voto in Serbia e si è detto pronto a collaborare con la nuova realtà. ''Gli studenti hanno detto che non introdurranno sanzioni alla Russia e questa probabilmente è una scelta di pragmatismo politico, se non di opportunismo. Il movimento degli studenti rappresenta le varie anime che animano la società serba'', spiega Fruscione parlando di ''una società in cui il nazionalismo è ancora presente''. Rispetto invece ai rapporti con l'Ue, l'analista ritiene che ''il futuro governo di Belgrado potrà riprendere il processo di negoziato di adesione con l'Unione Europea'' e ''i messaggi di omaggio che sono arrivati da Bruxelles in queste ore fanno capire che la porta è aperta e sarà anche nell'interesse della Serbia e del futuro governo riprendere quello che comunque è un obiettivo di lungo termine che Belgrado si è data''.

Incerto, invece, il futuro di Vucic. ''E' difficile credere che Vucic non considererà il fatto che uno degli obiettivi del nuovo governo sarà chiedere le sue responsabilità per questi 14 anni di governo. Mi aspetto un processo contro il suo operato politico che potrebbe tradursi anche in procedimenti di natura legale'', conclude Fruscione, affermando che ''non mi stupirebbe che Vucic abbia mentito sulla sua permanenza in politica'' e ''non escluderei'' che lasciasse la Serbia.

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