Il Ministero dell'Interno ha ammesso la presenza di elementi provenienti dalla Russia, tramite triangolazioni, in apparecchi usati per multare gli automobilisti. L'opposizione chiede le dimissioni del ministro
La Slovacchia ha scoperto componenti russi in due dispositivi per il rilevamento di infrazioni stradali (telecamere) in fase di test e li ha classificati come un rischio per la sicurezza nazionale. Lo ha annunciato oggi il ministro dell'Interno Matus Sutaj Estok, citando una dichiarazione dell'Ufficio per la Sicurezza Nazionale slovacco (Nbu).
Ha anche annunciato la cessazione della collaborazione del suo Ministero con il fornitore di parte del sistema in questione, l'azienda slovacca Soitron. L'opposizione, che in precedenza aveva segnalato la problematicità delle telecamere, ha chiesto le dimissioni del ministro dell'Interno.
In una conferenza stampa, Sutaj Estok ha affermato di ritenere responsabili i dipendenti del suo Ministero che erano incaricati dell'intero progetto. "L'analisi dell'Ufficio per la Sicurezza Nazionale ha confermato che le telecamere contengono componenti provenienti dalla Federazione Russa e che le apparecchiature potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza se impiegate in servizio attivo. Il Ministero non collaborerà più a questo progetto con Soitron", ha dichiarato Sutaj Estok.
Il ministro non ha fornito dettagli sulle telecamere, ma ha fatto notare che altri due Stati membri dell'Unione Europea utilizzano un sistema simile. Il ministro ha assicurato che i dispositivi in questione erano in fase di test, non avevano avuto accesso a dati protetti e non erano stati utilizzati per emettere multe.
Il sistema attualmente in fase di sviluppo è progettato per registrare le infrazioni al codice della strada tramite telecamere e altri dispositivi, consentendo successivamente l'emissione di una multa al conducente del veicolo, senza che una pattuglia di polizia debba fermare immediatamente il trasgressore dopo l'infrazione.
Le telecamere in questione erano in possesso delle certificazioni appropriate. Secondo i media slovacchi, un subappaltatore di Soitron ha affermato che i dispositivi forniti non provenivano da Paesi soggetti a sanzioni. L'Unione Europea ha gradualmente introdotto pacchetti di sanzioni contro la Russia in risposta all'invasione militare dell'Ucraina nel febbraio 2022.
Soitron aveva precedentemente smentito, in un comunicato stampa, che le telecamere provenissero dalla Russia. "Per noi è inaccettabile avere una telecamera composta da componenti provenienti da Paesi inclusi nella lista delle sanzioni. Viviamo in un mondo di minacce ibride", ha dichiarato Sutaj Estok. Ha anche fatto riferimento a precedenti articoli del sito web del Telegraph, secondo i quali i droni navali utilizzati dalle unità d'élite della Royal Navy britannica inviavano segretamente dati alla Cina.
L'opposizione slovacca aveva già segnalato la scorsa settimana il rischio per la sicurezza associato a queste telecamere. In risposta, il Ministero dell'Interno inizialmente aveva difeso il sistema. Tuttavia, in seguito ha annunciato di aver chiesto all'Ufficio per la Sicurezza Nazionale di condurre un'analisi delle apparecchiature e ha invitato il fornitore a smantellare le telecamere.
Anche dopo l'annuncio di oggi di Sutaj Estok, il principale movimento di opposizione, Slovacchia Progressista, ha continuato a sostenere che le telecamere fossero in realtà russe e che il Ministero dell'Interno avesse commesso un errore nell'intera vicenda. La Procura indagherà sulle circostanze relative all'acquisto delle telecamere.