Un sondaggio del think tank Ecfr mostra che gli ungheresi sono favorevoli all'Ue, ma sono anche profondamente divisi sul sostegno all'Ucraina. Questo pone un limite ai futuri cambiamenti nella politica estera dell'Ungheria.
Nonostante le relazioni tra l'Ungheria e Bruxelles siano molto tese da anni, gli ungheresi "si fidano" ampiamente dell’Ue e sostengono la permanenza del loro Paese nel blocco dei 27. E' quanto emerge da un nuovo sondaggio pubblicato dall'European Council on Foreign Relations (Ecfr).
La rilevazione suggerisce che il prossimo governo ungherese avrà un mandato popolare per adottare un "approccio molto diverso" nelle relazioni con l’Ue, con il 45% dei sostenitori di Fidesz che si unisce al 91% dei sostenitori di Tisza nel chiedere "modifiche importanti" o "minori" alla posizione attuale del Paese.
L’Ucraina, Paese che confina con l'Ungheria, emerge sia come linea di divisione sia come posizione condivisa tra gli elettori di Fidesz al potere e del partito d’opposizione Tisza.
Mentre gli elettori di Tisza differiscono chiaramente dai sostenitori di Fidesz nel considerare Kiev principalmente come "partner" dell’Ungheria piuttosto che come "avversario", condividono lo scetticismo dei secondi riguardo al futuro sostegno finanziario al Paese vicino e alla sua candidatura all’adesione alla Ue.
Gli esperti dell'Ecfr Piotr Buras e Pawel Zerka osservano che, anche se una vittoria di Péter Magyar porterebbe un "forte mandato" per un riorientamento della politica estera verso l’Europa, gli ungheresi rimangono divisi sull’approccio dell’Ue verso l’Ucraina, e questo dovrebbe "temperare" le aspettative su eventuali inversioni di politica e sulla prospettiva che Budapest ritorni pienamente nel mainstream europeo.
Nonostante le tensioni tra i leader di Budapest e Bruxelles negli ultimi anni, il 77% degli elettori ungheresi sostiene l’adesione del Paese all’Ue; due terzi degli interpellati “si fidano” dell’Ue; e la maggior parte vuole che il prossimo governo adotti un approccio “diverso” nei rapporti con l’Unione.
Il sondaggio è stato condotto online da Stratega Research e Mandate Research tra il 26 marzo e il 1 aprile 2026 su un campione rappresentativo a livello nazionale di 1.001 adulti ungheresi.
La maggior parte degli ungheresi desidera che il prossimo governo adotti un "approccio molto diverso" (43%) rispetto alla posizione dell’Ungheria nell’Ue, oppure almeno "effettui piccole modifiche" (25%); solo il 19% vorrebbe che il governo mantenesse l’approccio attuale. Questo desiderio di cambiamento riguarda anche la base del partito al governo, come detto.
Si riscontra un ampio sostegno per la permanenza nell’Ue (77% complessivo, 94% Tisza, 65% Fidesz); alto livello di "fiducia" nell’Unione (75% complessivo, 95% Tisza, 64% Fidesz); e un atteggiamento positivo anche verso l’eventuale adesione all’Eurozona (66% complessivo, 89% Tisza, 43% Fidesz).
Nonostante questo, gli elettori ungheresi restano fortemente divisi sulle questioni di politica estera, comprese le relazioni con Cina e Stati Uniti. La loro posizione sull’Ucraina è complessa: mentre la maggioranza degli elettori di Tisza (57%) desidera un "approccio molto diverso" rispetto all’attuale governo per quanto riguarda la guerra in Ucraina, sono profondamente divisi, e in alcuni casi condividono lo scetticismo dei sostenitori di Fidesz, su impegni sostanziali a lungo termine verso Kiev, compreso il sostegno finanziario e il supporto alla candidatura dell’Ucraina all’Ue.
Complessivamente, secondo l'Ecfr, questo suggerisce che, sebbene Budapest, in caso di vittoria di Tisza, possa adottare un tono più collaborativo verso Bruxelles, ci sono dei limiti a quanto costruttivo il nuovo governo ungherese possa essere come partner di politica estera.