Trump: "La Cina non fornirà armi all'Iran". Teheran apre Hormuz alle navi di Pechino

L'annuncio de presidente degli Stati Uniti da Pechino: "Xi vuole aiutare a riaprire lo Stretto"

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15 maggio 2026 | 00.34
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La Cina non aiuterà l'Iran. E' il risultato che Donald Trump annuncia nella giornata dell'incontro con il presidente cinese Xi Jinping a Pechino. Il presidente degli Stati Uniti archivia il meeting con una 'vittoria a metà' che potrebbe avvicinare la fine del conflitto con Teheran: la Cina non fornirà equipaggiamenti militari alla Repubblica islamica, pur continuando ad acquistare petrolio dal regime degli ayatollah. Xi Jinping, afferma Trump a Fox News, "ha detto che non fornirà equipaggiamento militare. Questa è una grande dichiarazione", dice il numero 1 della Casa Bianca aggiungendo che il leader cinese avrebbe comunque sottolineato l’interesse a proseguire l'acquisto di petrolio iraniano: "Comprano molto petrolio da lì e vorrebbero continuare a farlo".

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Trump e Xi, secondo una nota della Casa Bianca, "hanno concordato che lo Stretto di Hormuz deve rimanere aperto per sostenere il libero flusso di energia". Usa e Cina "hanno concordato che l'Iran non potrà mai possedere un'arma nucleare".

Il 'regalo' di Teheran alla Cina

La chiusura delle Stretto di Hormuz, minacciato dall'Iran e ora paralizzato dal blocco navale americano, condiziona il commercio del 20% del petrolio mondiale. Per la Cina, potenzialmente un durissimo colpo. Non è un caso, però, che l'Iran abbia attuato una mossa a sorpresa proprio in coincidenza della visita di Trump a Pechino. Teheran ha consentito il transito nello Stretto di Hormuz di diverse navi cinesi, come riferisce l'agenzia iraniana Fars: il transito è consentito secondo il "protocollo" stabilito dalle autorità iraniane. In teoria, quindi, la Cina potrebbe avere accesso al greggio iraniano, visto che il blocco americano dovrebbe riguardare solo navi della Repubblica islamica.

Nei primi tre giorni di questa settimana circa 18 navi hanno attraversato lo Stretto, un numero superiore a quello della settimana precedente. A delineare il quadro sono i dati di MarineTraffic citati dal 'Wall Street Journal'. Prima della guerra iniziata con gli attacchi Stati Uniti e di Israele rano circa 130 le navi che attraversavano ogni giorno lo Stretto, garantendo il trasporto di circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio e gas.

"Gli armatori si stanno preparando a un'interruzione di lungo periodo e alcuni stanno rivalutando la propria propensione al rischio", secondo gli analisti di Lloyd's List of Intelligence in merito alla situazione delle petroliere. "Altri potrebbero tentare di attraversare lo Stretto, dato che le prospettive di una risoluzione appaiono sempre più remote". Il numero di navi con un chiaro legame con l'Iran – che hanno fatto scalo in porti iraniani o che trasportano merci iraniane – in transito nello Stretto è diminuito in modo significativo, secondo Lloyd's.

L'offerta di Xi

Il tema, ovviamente, è centrale per Pechino, interessata ad una ripresa totale dei traffici. Secondo Trump, Xi Jinping sarebbe favorevole a un accordo con l’Iran e avrebbe persino offerto il proprio aiuto per favorirlo. Il presidente degli Stati Uniti dichiara che Xi "vorrebbe vedere raggiunto un accordo" tra Stati Uniti e Teheran. "Chi compra così tanto petrolio ha ovviamente qualche tipo di rapporto con loro", dice Trump riferendosi alla Cina. "Lui ha detto: 'Mi piacerebbe essere d’aiuto. Se posso essere utile in qualsiasi modo'. Vorrebbe vedere aperto lo Stretto di Hormuz", aggiunge.

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