Trump e il dialogo con l'Iran: "Parliamo con il leader, non è Khamenei"

Il presidente americano annuncia colloqui proficui per porre fine alla guerra. Chi è l'interlocutore? Riflettori su Ghalibaf

Una bandiera dell'Iran
Una bandiera dell'Iran
23 marzo 2026 | 17.39
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"Stiamo avendo a che fare con un uomo che, a mio avviso, è il più rispettato e il leader". Donald Trump ha scelto in Iran l'interlocutore per gli Stati Uniti. Il dialogo per porre fine alla guerra, dice il presidente americano, procede e può portare rapidamente alla fumata bianca. Chi è l'uomo che a Teheran parla con Washington? "Non si tratta della Guida Suprema", dice Trump cancellando il nome di Mojtaba Khamenei. Il figlio e successore dell'ayatollah Ali Khamenei è rimasto ferito in uno degli attacchi iniziali compiuti da Israele e Usa nella guerra cominciata il 28 febbraio: "Nessuno ha sue notizie e non sappiamo se sia ancora in vita", dice Trump. "Non è reperibile, nessuno sa cosa gli sia successo. Non l'hanno mai visto, c'è qualcosa che non torna. Non lo considero il leader".

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Chi è il Mr X a Teheran?

La voce iraniana nei colloqui sarebbe quella di Mohammed Bagher Ghalibaf, 64 anni, presidente del Parlamento dal 2020. E' lui, secondo Trump, "il leader rispettato" in un paese che secondo la Casa Bianca sta attuando "un cambio di regime". Per il presidente americano, gli Usa al momento hanno a che fare con "persone molto ragionevoli".

Ghalibaf l'uomo giusto per Trump ma... lui non lo sa

Dettaglio: Ghalibaf, sul suo profilo X, smentisce categoricamente ogni contatto. "Il popolo iraniano chiede una punizione completa e severa per gli aggressori. Tutti i funzionari iraniani sostengono fermamente la loro guida suprema e il loro popolo fino al raggiungimento di questo obiettivo", scrive. "Non sono stati condotti negoziati con gli Stati Uniti e le fake news vengono utilizzate per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e per uscire dalla situazione di stallo in cui sono intrappolati Stati Uniti e Israele", aggiunge. Per essere un mediatore e l''uomo giusto', si tratta di un messaggio poco diplomatico. La presa di posizione pubblica, coerente con le dichiarazioni rilasciate da Ghalibaf nei giorni scorsi, in realtà non esclude l'esistenza di canali diplomatici aperti con profitto, almeno parziale.

Dietro le quinte

Trump spiega che nelle ultime ore i colloqui hanno coinvolto i due inviati della della Casa Bianca, Steve Witkoff e Jared Kushner. Il dialogo si sviluppa grazie alla mediazione di alcuni paesi - Egitto, Turchia e Pakistan - che stanno lavorando per organizzare una riunione a Islamabad tra Iran e Stati Uniti, come riferisce su X il giornalista di Axios, Barak Ravid. La riunione potrebbe tenersi già questa settimana e la delegazione iraniana comprenderebbe in particolare Ghalibaf. Dall'altro lato del tavolo, oltre a Witkoff e Kushner, ci sarebbe il vice presidente, Jd Vance.

Witkoff, l'emissario numero 1 di Trump, in queste ore sta riallacciando contatti proficui con il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Secondo Axios, Turchia, Egitto e Pakistan hanno trasmesso messaggi tra Stati Uniti e Iran negli ultimi due giorni. I ministri degli Esteri dei tre Paesi islamici hanno avuto colloqui separati con Witkoff e Araghchi. "La mediazione è in corso e sta facendo progressi. La discussione verte sulla fine della guerra e sulla soluzione di tutte le questioni in sospeso. Speriamo di avere presto delle risposte", le parole di una fonte a conoscenza dei dettagli.



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