Per Politico, la decisione dopo i contrasti con il vice segretario di Stato
Paolo Zampolli, coinvolto in un contrasto via e-mail con il vice segretario di Stato, Christopher Landau, è stato rimosso dall'amministrazione del presidente Donald Trump. E' quanto riferisce 'Politico' che aveva appunto raccontato il retroscena. Zampolli era l'inviato speciale degli Stati Uniti per le partnership globali. Un funzionario statunitense, scrive 'Politico', "ha confermato il licenziamento di Paolo Zampolli", affermando che il suo incarico “di inviato è stato revocato e che non è più un dipendente pubblico”. Anche ad 'Abc' un funzionario conferma che Zampolli è stato rimosso dal suo incarico.
Quando gli è stato chiesto di commentare il suo licenziamento, Zampolli ha dichiarato in un comunicato: "Servire il presidente Donald Trump e gli Stati Uniti è stato il più grande onore della mia vita. Sono profondamente grato al presidente Trump, al segretario Rubio e all’intero team. Ora è tempo di voltare pagina: tornare al lavoro, costruire relazioni e concludere accordi", ha aggiunto.
In una breve intervista telefonica, Zampolli ha affermato di non essere stato "assolutamente sorpreso" dal fatto di essere stato allontanato in seguito alla pubblicazione dell’articolo. Zampolli, amico personale di Trump, è stato licenziato poche ore dopo che 'Politico' aveva pubblicato un articolo che raccontava la disputa durata mesi che aveva avuto via e-mail con il vice segretario di Stato Christopher Landau. Il contrasto tra i due funzionari era su questioni di autorità e linee gerarchiche, con Landau che cercava di mantenere Zampolli concentrato sul suo ruolo di inviato culturale.