Trump sull'Air Force One: "In Groenlandia possiamo fare ciò che vogliamo"

Il presidente Usa a tutto campo: dalla Groenlandia all'Ucraina, dal Venezuela all'Iran, fino al Board of Peace

Donald Trump (Afp)
Donald Trump (Afp)
23 gennaio 2026 | 08.20
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Donald Trump a tutto campo sull'Air Force One di ritorno da Davos: dalla Groenlandia all'Ucraina, dal Venezuela all'Iran, fino al Board of Peace.

Groenlandia

"Possiamo fare operazioni militari, possiamo fare tutto ciò che vogliamo, e la cosa è in fase di negoziazione, vediamo cosa succede. Penso che andrà bene”. Di ritorno da Davos, Donald Trump ha parlato con i giornalisti a bordo dell'Air Force One dell'accordo sulla Groenlandia annunciato due giorni fa e assicurando che la Nato sarà coinvolta sul tema della sicurezza: "Lavoreremo tutti insieme...che è proprio come dovrebbe essere". "C'è un buon entusiasmo per portare a termine qualcosa, e dobbiamo avere una grande libertà", ha aggiunto il presidente americano, assicurando che tutti i Paesi sono d’accordo, compresa la Danimarca e ribadendo che gli Stati Uniti vogliono avere la possibilità di fare nell’isola ciò che hanno già pianificato di fare per garantire la propria sicurezza nazionale.

Secondo la stampa, l’accordo quadro vedrebbe un aumento della presenza della Nato nell'Artico, la rivendicazione della sovranità statunitense su alcune porzioni del territorio groenlandese e il blocco a potenziali avversari – come la Russia – dello sfruttamento delle risorse minerarie dell'isola. “Non avremo altre spese se non quella di costruire il Golden Dome. Costruiremo il Golden Dome e parteciperemo attivamente in questo progetto (l’accordo con la Nato, ndr), anche grazie al Golden Dome”, ha spiegato ancora.

Ucraina

Trump, in viaggio verso Washington, ha poi confermato ai giornalisti di aver avuto numerose conversazioni sull’Ucraina, dichiarando che sia il presidente russo Vladimir Putin che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno espresso il desiderio di raggiungere un accordo per porre fine alla guerra che dura da quasi quattro anni. Il presidente ha incontrato ieri a Davos il leader ucraino: "Ho avuto un buon incontro, ma ho avuto, sapete, numerosi incontri positivi con il presidente Zelensky... Non è che stiamo parlando di cose che sono state discusse per sei o sette mesi. E' venuto e ha detto che voleva raggiungere un accordo. Perché non ne ero necessariamente sicuro. Penso che dovrebbe desiderane uno. È piuttosto difficile. È davvero difficile per il popolo ucraino”.

Allo stesso tempo, non crede che ad Abu Dhabi, questo weekend, i nuovi negoziati di pace trilaterali possano portare ad un accordo finale tra i due rivali in guerra. "Va bene ogni volta che ci incontriamo, va bene anche se non ci si incontra, non succederà nulla. Voglio dire, per i primi tre anni, nessuno si è incontrato sotto Biden. E sapete una cosa? Se non ci s’incontra, non succederà nulla. Quindi ci incontreremo e vedremo cosa succederà. Spero che potremo salvare molte vite”, ha detto.

Trump è sicuro che Putin, a questo punto, farà delle concessioni per arrivare alla fine del conflitto, perché tutti le stanno facendo e dovranno continuare a farle, dice, compresa l’Europa. "Lo sto facendo più per l'Europa che per me - ha sostenuto - Lo faccio, innanzitutto, per salvare vite umane. Poi lo faccio per l'Europa. Il fatto è che questa guerra non ci riguarda più di tanto, a parte la perdita di vite umane, non ne siamo toccati. È a migliaia di chilometri di distanza. Siamo separati da un oceano”.

Ai giornalisti ha quindi riaffermato la convinzione che Putin volesse tutta l’Ucraina: “Forse è così, ma non l’avrà, non ci proverà a meno che non si raggiunga un accordo”. Gli ostacoli, secondo Trump, sono sempre gli stessi, Mosca e Kiev. “Questa è una guerra che non sarebbe mai dovuta accadere, ma è complessa, perché ci sono limiti e confini, ci sono strade, ci sono fiumi, c'è tutto - la sua tesi - Ci sono stati momenti in cui Putin non voleva fare un accordo, momenti in cui Zelensky non voleva fare un accordo, ed erano momenti opposti. Ora penso che entrambi vogliano fare un accordo, ma lo scopriremo”.

Venezuela

Il presidente ha quindi parlato del Venezuela, Paese su cui rimane molto ottimista, dopo la cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro. Trump ha grande stima per l’attuale leader ad interim Delcy Rodríguez: "Ho parlato anche con Maria (Corina Machado, ndr) oggi, e sapete che mi piace molto, ma Delcy devo dire che finora ha dimostrato una leadership molto forte. E stiamo muovendo verso gli Stati Uniti milioni di barili di petrolio in questo momento”.

Trump ha affermato che cinquanta milioni di barili di petrolio sono già in viaggio – o stanno per essere trasferiti – verso gli Stati Uniti. E ne arriveranno molti di più: "Stiamo lavorando con loro, e loro ne riceveranno una parte, e noi ne riceveremo un'altra, e sarà diviso, e il nostro Paese diventerà più ricco, e questo significa che le nostre tasse diminuiranno e loro staranno meglio. Il Venezuela sta andando meglio di quanto abbia mai fatto".

Alla domanda su quando sarebbe stato disposto a consentire al Venezuela di eleggere un nuovo leader, Trump ha risposto che la sua priorità assoluta è mantenere il controllo sulle vendite di petrolio del Paese. "Prima di tutto, dobbiamo incassare molti soldi, dobbiamo riprenderci quei soldi", ha affermato. Le compagnie petrolifere statunitensi, sostiene Trump, inizieranno presto a trivellare pozzi petroliferi in Venezuela, nonostante le stesse aziende abbiano espresso preoccupazione per la fattibilità di un rapido ritorno nel Paese sudamericano.

Iran

Trump ha confermato che molte navi militari si stanno spostando nuovamente in Medio Oriente, descrivendo la flotta in viaggio come “una grande forza che si dirige verso” la Repubblica islamica. "Preferirei non vedere nulla, ma li stiamo monitorando molto attentamente. Ho fermato 837 impiccagioni giovedì scorso, sarebbero morti. Sarebbero stati impiccati tutti - ha rivendicato - Ho detto: se impiccate quelle persone, sarete colpiti più duramente di quanto siate mai stati colpiti. Farebbe sembrare sciocchezze quello che abbiamo fatto al vostro nucleare iraniano. E un'ora prima che questa cosa orribile accadesse, l'hanno annullata”. Ancora, il presidente ha confermato che i dazi del 25% a chiunque intrattenga rapporti commerciali con Teheran entreranno in vigore molto presto.

Board of Peace

Dopo essersi detto convinto che "l'Italia voglia firmare", dall'Air Force One Trump ha informato il primo ministro canadese, Mark Carney, che non è più invitato a far parte del Board of Peace. "Caro Primo Ministro Carney", inizia il post di Trump. "Con questa lettera desidero informarla che il Consiglio per la Pace ritira l'invito a lei rivolto affinché il Canada si unisca a quello che sarà il più prestigioso Consiglio di leader mai riunito".

Mentre i leader di molte democrazie liberali – fra cui quelli europei – si sono rifiutati di aderire alla nuova organizzazione internazionale di Trump, Carney, prima di Davos, aveva accettato in linea di principio, pur affermando che i suoi funzionari non avevano ancora esaminato "tutti i dettagli della struttura, il suo funzionamento, i finanziamenti".

Nel frattempo, riguardo alla possibilità di rimanere il presidente del Consiglio per la Pace anche dopo la fine del suo secondo mandato, Trump ha detto: “Ho il diritto di esserlo se lo desidero. Voglio dire, deciderò io, vedremo cosa succederà, ma loro vorrebbero che lo fossi. In teoria l'incarico è a vita. Ma non sono sicuro di volerlo, anche se si tratta di un'iniziativa che farà un ottimo lavoro con Gaza e forse anche in altri ambiti”.

Livido

Infine, il presidente ha parlato del nuovo livido alla sua mano sinistra, affermando di averla urtata contro un tavolo e attribuendo la facilità con cui si formano gli ematomi agli effetti collaterali dell'assunzione quotidiana di aspirina per la sua patologia cardiaca. "Sto benissimo", ha risposto Trump a un giornalista che gli aveva chiesto se stesse bene, aggiungendo di aver messo della crema per curare il livido.

"Direi di prendere l'aspirina se tenete al vostro cuore, ma non prendetela se non volete avere qualche livido - ha detto il presidente - Io prendo l'aspirina a dose elevata. E quando si prende l'aspirina a dose elevata, dicono che si formano dei lividi". "I medici mi hanno detto: 'Non c'è bisogno che la prenda, signore. Lei è in ottima salute'. Io ho risposto: 'Non voglio correre rischi'. Questo è uno degli effetti collaterali dell'assunzione d’aspirina". (di Iacopo Luzi)

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