Ucraina, Costa: "L'Ue dovrà parlare con la Russia, ma non ora"

Il presidente del Consiglio Europeo risponde al primo ministro belga Bart De Wever, che aveva auspicato un accordo con Mosca.

Il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa insieme alla premier Giorgia Meloni (foto Afp)
Il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa insieme alla premier Giorgia Meloni (foto Afp)
17 marzo 2026 | 11.25
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L'Unione Europea dovrà un giorno dialogare con la Russia, ma non è ancora il momento giusto. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Europeo António Costa in un'intervista alla European Newsroom (Enr). "Non si tratta di energia, ma della sicurezza europea e della pace in Ucraina", ha precisato, in seguito alle controverse dichiarazioni del primo ministro belga Bart De Wever.

In un'intervista rilasciata lo scorso fine settimana al quotidiano L'Echo, il capo del governo federale aveva ventilato l'ipotesi di normalizzare le relazioni con la Russia, al fine di riguadagnare l'accesso a fonti energetiche a basso costo.

Ieri sera, in seguito alle polemiche suscitate dalle sue dichiarazioni, De Wever ha chiarito che una simile normalizzazione non è concepibile prima della conclusione di un accordo di pace accettabile, sia per l'Unione Europea che per l'Ucraina.

Nell'intervista rilasciata alla Enr ieri pomeriggio, António Costa ha affermato che "verrà il giorno" in cui l'Unione dovrà dialogare con la Russia, ma che "non è ancora il momento giusto".

"Oggi dobbiamo evitare di compromettere gli sforzi guidati dal presidente statunitense Donald Trump per raggiungere una pace giusta e duratura", ha aggiunto. "Ma dobbiamo essere preparati, perché un giorno Trump potrebbe decidere di non poter proseguire con questi sforzi, oppure questi sforzi potrebbero fallire. E allora, dovremo essere pronti a subentrare".

Secondo Costa, il principale contributo dell'Ue ora deve essere quello di aumentare la pressione economica sulla Russia e continuare a sostenere l'Ucraina. L'alto funzionario portoghese ha infine ribadito che la strategia dell'Ue è quella di eliminare gradualmente le forniture energetiche russe, "non di negoziare i prezzi dell'energia con la Russia".

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