Il cancelliere tedesco critica il premier ungherese al suo arrivo a Bruxelles per il Consiglio Europeo.
"Il principio che regola il funzionamento dell'Unione Europea è quello della lealtà e dell'affidabilità. E dò per scontato che tutti gli Stati membri dell'Unione europea lo rispettino". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, a Bruxelles al suo arrivo per il Consiglio Europeo, con riferimento al veto posto dal premier ungherese Viktor Orban al prestito da 90 mld di euro all'Ucraina concordato nel Consiglio Europeo dello scorso dicembre.
Dopo aver dato via libera al prestito, da effettuarsi mediante una cooperazione rafforzata a 24 (senza Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca), Orban e il collega slovacco Robert Fico si sono rimangiati la parola data, ponendo il veto alla modifica del regolamento sull'Mff 2021-27, indispensabile per sbloccare il prestito destinato a sostenere Kiev nel 2026 e 2027. La presidente Ursula von der Leyen aveva detto che disponeva di soluzioni alternative per varare il prestito, che però non si sono materializzate.
Il motivo del veto ungaro-slovacco è il fatto che l'Ucraina non ha ancora riparato l'oleodotto Druzhba (amicizia), che porta petrolio russo a Ungheria e Slovacchia, in virtù di una deroga concessa dall'Ue ai Paesi dipendenti dalla Russia e privi di sbocchi al mare. Per gli ungheresi, i russi avrebbero danneggiato solo un deposito e l'oleodotto potrebbe facilmente riprendere a trasportare greggio; gli ucraini, invece, sostengono che occorra un mese e mezzo per ripristinare il flusso di greggio, realizzando un bypass. In Ungheria si terranno le elezioni politiche il 12 aprile prossimo e Orban sta sfruttando a fondo questa vicenda in campagna elettorale.