Per il ministro degli Esteri dell'Estonia Tsahkna, Putin non vuole negoziare seriamente sull'Ucraina, quindi inviati Ue non vinceranno il Nobel. Serve più pressione sulla Russia.
Chi volesse candidarsi a inviato speciale dell'Ue tra Russia e Ucraina sappia che "non vincerà il Premio Nobel" per la pace, perché il presidente Vladimir Putin non ha alcuna intenzione di trattare davvero. Lo dice il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna, a Limassol a margine del Consiglio informale (Gymnich).
Per Tsahkna, "Putin non vuole parlare, sta esercitando maggiore pressione sull'Ucraina". E quindi, servono "maggiore pressione sulla Russia e sostegno all'Ucraina. Forse allora Putin cambierà gli obiettivi e forse in futuro ci saranno dei colloqui. E allora non dovremo fare da mediatori, ma collaborare con l'Ucraina in questi colloqui. Questa è l'idea principale, molto semplice. Chiunque volesse candidarsi ora, sappia che non vincerà il Premio Nobel perché non ci saranno colloqui seri".
Quindi, per Tallinn occorre "maggiore pressione" sulla Russia, "perché vediamo i primi segnali di indebolimento di Putin", nonché maggiore "sostegno all'Ucraina. L'Ucraina deve continuare con questi attacchi mirati. Servono sanzioni più severe" da parte dell'Ue, perché le misure adottate "stanno funzionando bene. Dovremmo semplicemente esercitare maggiore pressione e avere pazienza strategica", conclude.