Ucraina, Tajani: "Import idrocarburi da Russia? Vedremo dopo guerra"

Il ministro degli Esteri non chiude la porta alla possibilità che l'Italia ricominci a importare petrolio e gas da Mosca, una volta terminato il conflitto.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani (Fotogramma)
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani (Fotogramma)
16 marzo 2026 | 13.01
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Finché la guerra in Ucraina continua, di importare petrolio e gas dalla Russia non se ne parla nemmeno. Quando sarà finito il conflitto, "vedremo, ne riparleremo". Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio, a margine del Consiglio Ue a Bruxelles.

Il premier belga Bart De Wever ha dichiarato che l'Ue dovrebbe fare un accordo con la Russia, e ricominciare ad importare idrocarburi: "Ci sono delle sanzioni inflitte alla Russia - risponde Tajani - per convincerla a venire a più miti consigli. Una volta raggiunta la pace, noi non siamo in guerra con la Russia: si potrà ricominciare a fare quello che si faceva un tempo".

Ma adesso, prosegue il ministro, "c'è una situazione che ci impedisce di avere un atteggiamento remissivo o accomodante nei confronti della Federazione Russa. Siamo per le sanzioni, lo abbiamo ribadito anche negli ultimi Consigli, quindi si procede con la stessa linea. Poi in futuro, ripeto, noi non siamo in guerra con Russia".

'Non abbiamo rotto relazioni con Mosca'

Con Mosca, prosegue Tajani, "non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche, però la nostra posizione è di ferma condanna per quanto è accaduto, per l'aggressione all'Ucraina, per quello che si continua a fare, compresi i bombardamenti a Kiev. Siamo tutti dalla parte dell'Ucraina".

"Dopo, una volta finita la guerra - prevede Tajani - le cose cambieranno. Io mi auguro che la guerra finisca il prima possibile, perché finché c'è la guerra le sanzioni inflitte alla Russia non si possono modificare, perché servono a spingere Vladimir Putin a sedersi al tavolo della pace. Per questo è importante anche la presenza dell'Europa nella trattativa".

"Noi - ricorda Tajani - abbiamo inflitto le sanzioni: soltanto l'Europa può ritirare le sanzioni che sono dell'Unione Europea, non dei singoli Paesi, per arrivare a cessate il fuoco. Una volta arrivati al cessate il fuoco, una volta arrivata la pace, comincerà una nuova stagione. Però adesso siamo in questa stagione e ci auguriamo che la Russia cambi posizione".

'Con la pace cambieranno molte cose'

Ma quindi, viene chiesto al ministro, una volta fatta la pace, si potrà ritornare a importare petrolio e gas? "Vedremo quali saranno le condizioni - risponde il ministro - noi stiamo importando petrolio e gas da altri Paesi. Finita la guerra, raggiunta la pace, cambieranno molte cose. Non è che c'è una decisione, c'è una possibilità di scelta. Cambieranno le cose, si discuterà di tutto, ma prima bisognerà arrivare alla pace. Non possiamo certamente cambiare la nostra posizione".

Tuttavia, aggiunge, "bisognerà parlare con la Russia finita la guerra, perché è un grande Paese. Non abbiamo neanche rotto le relazioni diplomatiche, abbiamo sempre detto che non siamo in guerra con la Russia. Ma non essere in guerra con la Russia, non aver rotto le relazioni diplomatiche non significa dire che la Russia ha ragione".

"Anzi - sottolinea - la Russia ha torto. Andiamo avanti per questo percorso. Quando sarà finita la guerra, quando ci sarà un'altra realtà, ne riparleremo", conclude.

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