Ue: Kallas spiega i ritardi sulle sanzioni ai coloni violenti della Cisgiordania

Kaja Kallas spiega i ritardi dell'Ue sulle sanzioni ai coloni violenti in Cisgiordania, sottolineando la necessità di arrivare ad consenso tra gli Stati membri.

L'Alta Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas  - Fotogramma/Ipa
L'Alta Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas - Fotogramma/Ipa
19 maggio 2026 | 18.49
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Sulle sanzioni ai coloni violenti che attaccano i palestinesi in Cisogiordania "non decido da sola: tento di unificare le posizioni dei 27". Lo ha detto l'Alta Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas, rispondendo oggi, durante la plenaria a Strasburgo, alla copresidente della Left Manon Aubry, molto critica nei confronti della lentezza dell'Unione nel disporre misure nei confronti di Israele.

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L'inclusione di alcuni ministri del governo Netanyahu "è stata proposta, ma i ministri non hanno acconsentito", ha aggiunto l'Alta Rappresentante, che in politica estera non decide nulla, ma coordina le posizioni degli Stati membri, cercando di trovare un consenso, che in materia di sanzioni deve essere unanime. Le sanzioni nei confronti dei coloni violenti, ha notato infine, sono state adottate dopo essere rimaste bloccate "per due anni".

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