'Senza Europa politica morirà anche il mercato unico', spiega all'Adnkronos la vicepresidente del Parlamento europeo e 'federalista europeista convinta'. 'Putin attacca ogni giorno con minacce ibride, serve il Centro per la resilienza democratica; in Italia propagandisti Russia indisturbati, ora regole uniformi'
"Potremmo ricominciare esattamente da dove De Gasperi non riuscì". Così la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno (Spazio Pubblico/Renew) nel corso della diretta Adnkronos "Lavori in Corso", a margine dei lavori della plenaria, affermando che in ambito difesa l'Unione europea dovrebbe ripartire dalla Comunità europea di difesa (Ced) ipotizzata da Alcide De Gasperi ma mai ratificato dalla Francia.
Difesa e sicurezza sono prerogative degli Stati: in assenza di una riforma dei Trattati si dovrebbe ripartire dal testo di De Gasperi, ha osservato Picierno, secondo cui "potrebbe essere un'iniziativa del governo italiano" nel solco di "una figura super partes, un padre dell'Europa", dunque non manipolabile da singoli partiti a fini propagandistici.
Il confronto riguardava il futuro Scudo europeo della democrazia contro le minacce ibride, le quali non hanno una dimensione nazionale: le autocrazie, ha rilevato la vicepresidente dell'Eurocamera, "collaborano, condividono strategie, soldi, visioni del mondo" e un obiettivo: "l'Europa, perché l'Europa nel mondo rappresenta democrazia e libertà".
Si fronteggiano due visioni "inconciliabili": quella dei sovranisti, che parlano di sovranità nazionale, e la sua, che parla di sovranità europea, ha proseguito Picierno, definendosi "federalista e europeista convinta" e avvertendo che se mancherà "il coraggio di realizzare per davvero l'Europa sovrana e l'Europa politica, l'Europa non sopravvivrà nemmeno come mercato unico".
Il presidente russo Vladimir Putin "sta già attaccando ogni giorno l'Ue: lo fa con strumenti diversi rispetto ai carri armati, lo fa utilizzando la guerra ibrida", ha rilevato la vicepresidente del Parlamento europeo, sostenendo il rapporto della Commissione speciale sullo Scudo europeo della democrazia, approvato nel corso della plenaria di settembre, che indica nella Russia la principale minaccia esterna.
Picierno ha precisato che la manipolazione dell'opinione pubblica è praticata da più regimi, ma che i tentativi più concreti provengono da quello Putin: violazioni dello spazio aereo, intrusioni marittime, cyberattacchi e sabotaggi. Questa minaccia "è già una realtà, non deve accadere" e può "condizionare le elezioni, come già è successo in altri Stati", arrivando a colpire le infrastrutture digitali e logistiche.
Per questo, secondo Picierno, serve il Centro europeo per la resilienza democratica, tra i pilastri del rapporto, che a suo avviso deve garantire "una risposta coordinata, immediata ed efficace". Come ha spiegato, tale ente dovrebbe fungere come una sorta di autorità, con struttura giuridica autonoma, indipendente e un bilancio proprio.
Nel confronto con l'eurodeputato di Fratelli d'Italia (Ecr) Stefano Cavedagna, contrario al Centro perché lo ritiene un rischio per la sovranità nazionale, Picierno ha replicato che sarebbe composto da rappresentanti di tutti gli Stati membri, con "un controllo parlamentare molto vincolante", definendo la paura di ingerenze a livello nazionale "piuttosto fantasiosa".
Cavedagna aveva sostenuto che il Centro potrebbe chiedere sanzioni: Picierno ha risposto che le sanzioni riguarderebbero i propagandisti, portando l'esempio di Andrea Lucidi e Vincenzo Lorusso, legati a Russia Today e alla galassia di media propagandistici del Cremlino. I due "non solo continuano a fare la propria propaganda" in Italia, "ma agiscono del tutto indisturbati", ha sottolineato, ricordando che in Francia figure equivalenti sono statesanzionate e vi sono stati persino degli arresti. Serve quindi una regola applicata in modo uniforme, "non per un tentativo di ingerenza, ma per essere più precisi nella risposta".