Ue rafforza la cooperazione con il Marocco nel digitale

Avviato dialogo strategico con Rabat per rafforzare la collaborazione nelle reti e nell'Ia.

Mohammed VI, re del Marocco (al centro).  - Fotogramma/Ipa
Mohammed VI, re del Marocco (al centro). - Fotogramma/Ipa
08 aprile 2026 | 17.24
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L'Unione Europea e il Marocco hanno avviato un dialogo digitale strategico incentrato sul rafforzamento della cooperazione per lo sviluppo di reti e infrastrutture digitali sicure, anche in settori come l'Intelligenza Artificiale (Ia) e le infrastrutture pubbliche digitali.

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"La collaborazione si concentrerà sull'offerta di vantaggi concreti per le imprese, le startup, gli istituti di ricerca e gli altri stakeholder di entrambi i Paesi. In particolare, rafforzerà la cooperazione tra le fabbriche di Ia dell'Ue e l'ecosistema marocchino dell'innovazione in questo campo", riassume Henna Virkkunen, vicepresidente per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia.

Oltre a promuovere un dialogo privilegiato per la realizzazione di reti e infrastrutture, la cooperazione mira anche a scambiare le migliori pratiche e a sostenere la diffusione di infrastrutture di calcolo per l'Ia, nonché a instaurare una cooperazione avanzata tra gli istituti di ricerca marocchini e le fabbriche di Ia dell'Unione, ad esempio facilitando la collaborazione su progetti di ricerca e innovazione e lo scambio di risorse e conoscenze.

Un altro obiettivo di questo quadro di cooperazione è promuovere e rafforzare la collaborazione in materia di governance digitale e infrastrutture pubbliche digitali, lavorando anche per l'interoperabilità tra soluzioni e framework dell'Ue e del Marocco. Infine, Bruxelles e Rabat si impegneranno a sostenere le startup nello sviluppo di soluzioni.

In più, Ue e Marocco hanno firmato un accordo amministrativo sugli ecosistemi di intelligenza artificiale per l'innovazione. La sua prima applicazione operativa sarà un'iniziativa di quattro centri europei di supercalcolo (Bsc, Cineca, Genci e Lumi) per la firma di una lettera d'intenti con l'Università Politecnica Mohammed VI, "sede del supercomputer più potente del continente africano", annuncia la Commissione Europea in un comunicato.

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