Ue, von der Leyen verso il discorso sullo Stato dell'Unione al Pe

Settimana prossima la leader della Commissione tirerà le somme dell'anno passato e delineerà le nuove priorità per quello futuro. Al centro sicurezza, sostegno all’Ucraina, competitività, costo della vita e negoziato sul bilancio Ue 2028-2034, passando per minori e social, intelligenza artificiale e clima

 - © European Union 2026 - Source : EP
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11 settembre 2026 | 18.45
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Delineare un quadro dello stato di salute dell'Unione europea, fare un bilancio del progresso sugli impegni presi in passato e tracciare la strada delle nuove iniziative per far fronte alle nuove sfide che si stagliano sul percorso del blocco. Questo l'obiettivo del consueto discorso State of the European Union (Soteu, o discorso sullo Stato dell'Ue) che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, pronuncerà davanti alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo il prossimo mercoledì, 16 settembre. Seguiranno gli interventi dei leader dei gruppi dell'Eurocamera, sia gli appartenenti alla maggioranza che sostiene la Commissione, sia quelli di opposizione.

Introdotto nel 2010 con un accordo tra Parlamento e Commissione e ispirato direttamente al tradizionale discorso sullo Stato dell'Unione che il presidente Usa tiene ogni anno davanti al Congresso in seduta comune, il Soteu è diventato il principale appuntamento istituzionale annuale della politica comunitaria. Il bilancio dei risultati e le priorità legislative dell'anno a venire sono affiancate dalla tradizionale lettera d'intenti che la guida dell'esecutivo europeo invierà ai vertici di Parlamento e Consiglio. La rilevanza del confronto risiede nell'esercizio concreto della responsabilità democratica, ponendo la Commissione al vaglio politico dell'Eurocamera, unico ente comunitario eletto direttamente dai cittadini dei ventisette Paesi membri.

A differenza del modello presidenziale statunitense, l'appuntamento comunitario non prevede un semplice monologo programmatico, ma si articola in una sessione d'aula in cui i gruppi parlamentari interrogano e incalzano la presidente sulle scelte dell'esecutivo. E viste le tensioni che attraversano la tradizionale maggioranza centrista al Parlamento europeo, dovute principalmente alla "politica dei due forni" che porta i Popolari a cooperare con i gruppi alla propria destra su temi come sostenibilità e migrazione, il Soteu di quest'anno rappresenterà anche un osservatorio d'eccellenza per sondare la distanza tra von der Leyen, espressione del Ppe, e gli altri gruppi che hanno contribuito a sostenerla: Socialisti (S&D), Liberali (Renew) e Verdi (Greens/Efa), con i Conservatori (Ecr) formalmente fuori ma collaborativi in alcune istanze.

Secondo indiscrezioni di stampa, a livello di sicurezza esterna l'intervento di von der Leyen tratterà della formalizzazione del piano per uno scudo aereo comune europeo e il rafforzamento della prontezza civile e militare contro le minacce ibride, tema particolarmente caldo dopo che Berlino ha accusato Mosca di un tentato attacco via drone nell'aeroporto di Lipsia/Halle. Von der Leyen intende ribadire l'assistenza strategica a lungo termine all'Ucraina e chiarire i criteri per la protezione delle infrastrutture sottomarine e digitali comunitarie, accelerando le procedure per gli acquisti congiunti di sistemi d'arma e la mobilità rapida delle truppe tra i Paesi membri.

Sul piano produttivo e commerciale, la presidente dell'esecutivo comunitario dovrebbe insistere sull'approvazione rapida delle clausole di preferenza europea contenute nell'Industrial Accelerator Act, nonché sul lancio di una rete di calcolo dedicata all'intelligenza artificiale a sostegno delle imprese del continente. Ci si aspettano anche chiarimenti sulla linea di difesa commerciale dinanzi alla concorrenza sleale e alle sovvenzioni cinesi, collegati ai piani di reindustrializzazione del continente, che von der Leyen intende portare avanti anche attraverso il Fondo per la competitività, volto a concentrare in un unico strumento le risorse per innovazione, industria e autonomia energetica.

A completare le direttrici dell'indirizzo politico dovrebbe esserci una forte attenzione alla dimensione sociale, a partire dal piano per l'edilizia residenziale a prezzi accessibili per consentire ai singoli governi di sostenere la realizzazione di alloggi popolari. Previsti riferimenti a una futura legge sui posti di lavoro di qualità a tutela del potere d'acquisto dei lavoratori, misure per fronteggiare i rincari dell'energia e interventi mirati di contrasto alla siccità e al dissesto idrogeologico dopo le emergenze climatiche dell'estate. Queste ultime saranno il perno per il consueto richiamo alle ambizioni di decarbonizzazione dell'Ue, su cui l'esecutivo intende tenere la barra dritta. Infine, la stessa von der Leyen ha anticipato che esporrà la proposta della Commissione per intervenire a livello comunitario sull'utilizzo dei social media da parte dei minori.

A stagliarsi su tutti i lavori delle istituzioni comunitarie è l'ombra del prossimo Quadro finanziario pluriennale, il bilancio comunitario per il settennato 2028-2034, concretizzato nella proposta della Commissione da quasi duemila miliardi di euro. In questo dossier spicca la proposta di dotare l'Ue di nuovi flussi di entrate dirette proprie, tema che von der Leyen dovrebbe toccare nel discorso. Su questo e altri nodi le capitali "frugali" e quelle favorevoli a una politica economica più espansiva (come gli "Amici della coesione", che annoverano l'Italia) non hanno ancora trovato un quadro negoziale: la palla è nelle mani della presidenza irlandese del Consiglio dell'Ue.

Gli altri nodi che i gruppi passeranno al pettine spazieranno dalla crisi energetica alla tenuta del modello sociale europeo a fronte dell'aumento del costo della vita. Non mancherà la discussione sull'equilibrio tra la tabella di marcia della decarbonizzazione dell'Ue, che l'esecutivo guidato da von der Leyen complessivamente sta portando avanti nonostante l'immensa pressione proveniente dalle capitali e dai comparti industriali, già alle prese con costi dell'energia tra i più alti al mondo. Sul radar degli eurodeputati anche la protezione dei settori produttivi tradizionali a fronte di rapporti commerciali internazionali sempre più complessi, l'attuazione delle nuove regole comuni su asilo e immigrazione e le misure necessarie a garantire la sicurezza delle frontiere esterne dell'Unione.

Nell'ultimo discorso, pronunciato il 10 settembre 2025, von der Leyen aveva incentrato la sua relazione sulla necessità di una mobilitazione politica ed economica senza precedenti, definendo il momento storico "una battaglia per la nostra libertà e per il nostro futuro". Sul versante della sicurezza e della politica estera la presidente aveva confermato l'impegno verso Kiev, proponendo un prestito per le riparazioni garantito dai proventi degli attivi russi immobilizzati in Ue: quella spinta è naufragata al Consiglio europeo di dicembre (ma è tornata sul tavolo di recente) ed è stata sostituita dalla decisione di emettere debito comune per un il prestito comunitario da 90 miliardi di euro all'Ucraina.

La presidente della Commissione europea aveva anche sollecitato una decisa accelerazione verso una vera Unione europea della difesa, con iniziative di rafforzamento della cooperazione industriale militare e di acquisti congiunti di armamenti, che oggi si stanno concretizzando attraverso il programma dell'Industria della difesa europea Edip e lo strumento di finanziamento Safe. Vi era poi la promessa di istituire un meccanismo di sorveglianza per il fianco orientale, esteso dal Baltico al Mar Nero. Infine, si prevedeva anche di coordinare le politiche militari nazionali attraverso un ciclo strutturato entro il 2030, sviluppo tecnico che oggi fronteggia nodi importanti come la mancanza di coperture strutturali e l'integrazione operativa con la Nato.

Sul fronte economico e produttivo, l'intervento del 2025 aveva fatto proprie le indicazioni avanzate nei rapporti strategici redatti da Mario Draghi ed Enrico Letta, indicando nella competitività la chiave della sovranità continentale dinanzi alle tensioni commerciali internazionali. La leader dell'esecutivo Ue aveva annunciato misure concrete a supporto della manifattura, tra cui l'attuazione del Patto per l'industria pulita (riedizione del Green deal in chiave competitività), una legge per l'accelerazione industriale nei settori ad alta intensità tecnologica, incentivi mirati per la filiera delle batterie e l'introduzione di criteri preferenziali legati alla produzione europea negli appalti pubblici: tutte misure presentate negli ultimi mesi e attualmente al vaglio di Parlamento e Consiglio.

A queste misure si era affiancato l'impegno per una drastica semplificazione burocratica per le piccole e medie imprese, portato avanti dalla Commissione con la presentazione di altri sei pacchetti "omnibus" nello scorso anno, e l'abbattimento delle barriere residue nel mercato unico dei capitali, obiettivo fatto proprio anche dal Consiglio europeo a partire dalla riunione informale dello scorso febbraio su cui si registra qualche progresso, come gli atti varati su cartolarizzazione e investimenti, a fronte di una frammentazione persistente dei regimi fiscali nazionali.

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