Ungheria: perché la sconfitta di Orbán è un avvertimento per i partiti pro-Trump dell'Ue

La sconfitta elettorale di Orbán in Ungheria avverte i partiti pro-Trump nell'Ue: l'associazione con l'ex presidente Usa potrebbe rivelarsi un peso politico.

Il premier ungherese uscente Viktor Orban e il presidente Usa Donald Trump: l'appoggio dei Maga non ha portato fortuna. Fotogramma/Ipa
Il premier ungherese uscente Viktor Orban e il presidente Usa Donald Trump: l'appoggio dei Maga non ha portato fortuna. Fotogramma/Ipa
13 aprile 2026 | 11.49
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La sconfitta di Viktor Orban alle elezioni politiche in Ungheria ieri potrebbe "costringere i partiti ideologicamente vicini ai Maga, come Alternative für Deutschland o Rassemblement National, a riconsiderare quanto strettamente vogliano allinearsi a Trump. Nel contesto attuale, soprattutto dopo le sue controverse decisioni in politica estera, una simile associazione potrebbe rivelarsi più un peso che un vantaggio". Lo sottolinea Pawel Zerka, ricercatore senior in politiche pubbliche dello European Council on Foreign Relations (Ecfr).

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Questo, prosegue, "dovrebbe essere un momento di fiducia per le forze filoeuropee di tutto il continente: non sono impotenti di fronte all'immagine politica di Trump".

Sebbene le elezioni ungheresi, continua, "siano state percepite in tutta Europa come altamente simboliche, con chiare implicazioni per l'Ue, è meno certo che gli elettori ungheresi le abbiano vissute principalmente come un voto 'europeo'. I nostri sondaggi pre-elettorali suggeriscono che le questioni interne concrete, corruzione, crescita debole, servizi pubblici scadenti, sono state decisive. Eppure, al di là di queste preoccupazioni, potrebbe esserci un'aspirazione più profonda: che l'Ungheria torni a essere un Paese europeo 'normale'. Un Paese che cresca in linea con i suoi vicini, che benefici pienamente del sostegno dell'Ue e che non sia più politicamente isolato".

Per Zerka, "queste elezioni potrebbero segnare una vera svolta per la guerra culturale di Donald Trump in Europa. Negli ultimi due anni, Trump ha cercato di proiettare la sua influenza politica in tutto il continente, sostenendo alleati ideologici, attaccando gli oppositori e minando la fiducia nella stessa Ue. L'Ungheria di Viktor Orbán è stata al centro di questa strategia, spesso additata come modello di sfida 'sovranista' contro la corrente liberale dominante. Eppure, nonostante il sostegno dell'ultimo minuto, come la visita di Jd Vance a Budapest e le promesse di ingenti investimenti statunitensi, la strategia è fallita. Gli elettori ungheresi non si sono lasciati convincere", conclude.

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