In una chiamata con alti funzionari dell’amministrazione Trump, a cui ha partecipato Adnkronos, la Casa Bianca ha spiegato vari aspetti del conflitto con l’Iran e le ragioni che hanno portato gli Stati Uniti ad attaccare Teheran
Gli Stati Uniti non sono in comunicazione a nessun livello, dall’inizio della guerra, con il governo iraniano o con qualche interlocutore nel mezzo. Nessuna discussione, nessun negoziato: “Questa è un'azione militare e deve fare il suo corso”. Lo confermano due alti funzionari della Casa Bianca in una chiamata telefonica con i giornalisti a cui Adnkronos ha potuto avere accesso e riflette il fatto che l'amministrazione Trump abbia abbandonato gli sforzi diplomatici, almeno per ora, mentre porta avanti attacchi militari in Iran. "Si potrebbe pensare che, con tutto quello che sta succedendo, queste persone siano in una situazione più debole di quanto non siano mai state", ha riconosciuto il funzionario.
Ad esempio, Steve Witkoff – l’uomo di fiducia del presidente Trump – non ha parlato con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi "da quando la cosa è diventata cinetica", ha detto il funzionario, il che è degno di nota dato che i due hanno avuto numerose conversazioni nell'ultimo anno, mentre l'amministrazione Trump cercava di negoziare un accordo sul nucleare. Circa una dozzina di Paesi hanno contattato l'amministrazione Trump negli ultimi giorni per chiedere se possano sostenere gli sforzi degli Stati Uniti nella guerra, ha affermato il funzionario, il quale ha sottolineato come nessuna di queste conversazioni abbia incluso colloqui diretti o indiretti con gli iraniani. In particolare, durante questa conversazione telefonica del martedì, i due membri dell’amministrazione Trump hanno sottolineato come Teheran, nella fase dei vari negoziati, non stesse veramente cercando di raggiungere un accordo serio sul programma nucleare. I negoziatori iraniani avrebbero fatto di tutto per procrastinare.
“Era molto chiaro quello che stavano cercando di fare: era di farci entrare in un lungo e laborioso processo con riunioni ed esperti e qualcosa che avrebbe richiesto tempo. In pratica abbiamo detto: ‘Signori, dovete presentare una proposta dettagliata’”, ha detto uno dei due funzionari. Una proposta che non è mai arrivata. Interessante una dichiarazione: “Negli ultimi 20 anni hanno fatto un ottimo lavoro nel fare accordi a breve termine, nel guadagnare tempo. Una delle domande che continuavamo a farci in uno dei primi incontri, con Araghchi (il ministro degli esteri iraniano, ndr.) chiedendo: ‘Avete portato qui l'ammiraglio Cooper per minacciarci?’. E Steve Witkoff ha risposto: ‘No, si trovava solo nei paraggi’". Allo stesso tempo, un accordo come quello dell'ex presidente Barack Obama era possibile, secondo la Casa Bianca. Un lavoro che avrebbe richiesto mesi, attraverso la diplomazia, ma sarebbe stato un’intesa fragile – senza alcuna garanzia di ottenere qualcosa di definitivo – e che non avrebbe impedito a Teheran di ottenere una testata nucleare. Una possibilità che Trump ha subito scartato: “Queste persone stavano solo dimostrando che non volevano, che non erano disposte a fare il tipo di accordo di cui il presidente Trump sarebbe stato soddisfatto”, ha detto il funzionario coinvolto nei negoziati ai giornalisti. Anche di fronte alla possibilità americana di offrire combustibile nucleare gratis all’Iran per tutto il tempo necessario in modo da portare avanti un programma civile, i funzionari americani hanno spiegato come Teheran abbia scartato anche questa ipotesi. “Si sono davvero contorti come dei pretzel nel tentativo di spiegare come l'arricchimento fosse un loro diritto nazionale e il loro orgoglio nazionale. E che hanno sacrificato così tanto economicamente. Gli abbiamo detto: 'Bene, ora riceverete una grande ricompensa. Molte sanzioni saranno revocate, quindi la vostra economia sarà fantastica. E avrete combustibile nucleare gratuito per il resto della vostra esistenza' ”, ha rivelato il funzionario. “La conclusione a cui siamo arrivati è stata, in primo luogo, che non c'era alcun accordo che fossero disposti a fare a breve termine che ritenessimo sarebbe stato un buon accordo per rendere l'America e il mondo un posto più sicuro. Era molto chiaro che stessero solo cercando di guadagnare tempo per preservare tutto il possibile, superando il mandato del presidente Trump, al fine di arrivare a un'arma nucleare”. (di Iacopo Luzi)