Usa, Wilkie: "Trump su Taiwan ha ribadito ambiguità strategica"

Il presidente del Center for American Security durante lo speciale Adnkronos dalla Lennart Meri Conference

Richard Wilkie
Richard Wilkie
16 maggio 2026 | 16.52
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Nessuna novità di sostanza dal summit tra Trump e Xi Jinping, ma Taiwan resta una carta nelle mani di Washington. Lo ha detto Richard Wilkie, presidente del Center for American Security, ex sottosegretario alla Difesa degli Stati Uniti, durante la diretta Adnkronos dalla Lennart Meri Conference di Tallinn. "Il presidente ha reiniettato l'ambiguità strategica nella questione di Taiwan (la stessa politica di tutti i presidenti americani dai tempi di Nixon) rifiutando di rispondere a qualsiasi domanda sulla postura difensiva degli Usa verso Taipei", ha spiegato. Il segnale concreto, però, era già arrivato in precedenza: Trump ha firmato un massiccio pacchetto di trasferimenti di armamenti a Taiwan, che sta rapidamente trasformando le sue capacità difensive.

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Sul fronte europeo, Wilkie ha tracciato per Adnkronos un quadro severo delle potenze maggiori. "L'esercito britannico può stare tutto dentro il Wembley Stadium. La Royal Navy ha 10 cacciatorpediniere, eppure non sono riusciti a mandare una nave per difendere la loro base a Cipro da potenziali attacchi iraniani". La Francia spende poco, nonostante le promesse. E l'Italia (con cui Wilkie ha un legame familiare diretto, avendo il cognome materno Gambino) non è esente dalla critica: "L'ammiraglio Cavo Dragone ha detto che le forze armate italiane sono sotto la soglia di sopravvivenza. L'Italia è un Paese ricco, e capisco che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni abbia pressioni politiche per non spendere troppo in armamenti. Ma non basta dichiararsi a difesa dell'Ucraina per garantire la sicurezza europea".

Il paradosso che Wilkie ha sottolineato è storico e geografico insieme: non sono i Paesi ricchi dell'Europa occidentale quelli che investono di più nella difesa, ma quelli dell'est. "Non sono i Paesi dell'ovest, sono quelli che hanno vissuto sia lo stivale fascista sia il martello e la falce. È lì, nella memoria, che si trova la vera deterrenza", ha concluso ai microfoni di Adnkronos.

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