A Milano nasce Europeisti.eu: "Sarà il polo oltre le polarizzazioni"

A Milano nasce Europeisti.eu:
15 giugno 2026 | 19.44
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Milano, teatro Parenti. Pronti via. Nasce il cantiere degli europeisti. E i promotori mettono subito in chiaro un punto: nessuna nostalgia del Terzo Polo. L'obiettivo, spiegano, è un'altra cosa. Costruire una casa politica per chi si riconosce nell'europeismo, nel sostegno all'Ucraina e in un'agenda riformista che non si senta rappresentata dagli attuali schieramenti. Non l'ennesimo partitino, qualcosa di più.

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Storie diverse, stessa diagnosi: il bipolarismo italiano è sempre più radicalizzato e sempre meno capace di parlare al ceto moderato e produttivo. Con Piercamillo Falasca, Daniele Nahum e Sergio Scalpelli ci sono, tra gli altri, Pina Picierno, Carlo Calenda, Elena Bonetti, Luigi Marattin, Carlo Cottarelli e Mario Monti. Carlo Calenda lo mette in chiaro subito: "Questo è il cantiere della costruzione di un Polo che non si presenterà né con la destra né con la sinistra", dice il leader di Azione. E affonda il colpo contro l'attuale assetto politico, immaginando alleanze che "andranno da Vannacci a Tajani, da Renzi a Potere al Popolo". Un quadro che definisce senza mezzi termini "uno scempio".

Per Calenda lo spazio politico da conquistare è enorme. Uno spazio che non vuole avere nulla a che fare con gli estremismi e che punta a rappresentare quell'elettorato riformista: "Altrimenti l'Italia tra gli estremismi opposti semplicemente a un certo punto imploderà". Le proporzioni per il leader di Azione sono chiare: "Vannacci sarà il Cinque Stelle del centrodestra, solo che è peggio perché è un cripto-fascista amico di Putin". Ancora il tema dell'Ucraina e della collocazione internazionale del Paese. Un discrimine che gli organizzatori considerano identitario. Non a caso Europeisti.eu nasce rivendicando una scelta netta: difesa dell'Europa, dell'Occidente e delle istituzioni democratiche contro le spinte sovraniste e filorusse.

Anche Pina Picierno, dopo l'addio al Pd, va dritta al punto: "Noi vogliamo provare a offrire un polo che vada oltre le polarizzazioni", afferma la vicepresidente del Parlamento europeo. Nel mirino finisce quello che definisce uno scontro permanente tra destra e campo largo, una competizione "molto ideologica, molto identitaria, molto rissosa". Con due no netti. Alla formazione poco liberale del centrodestra: "Quando si preferisce il portato culturale di Vannacci quello di Adam Smith si fanno oggettivamente pasticci". E al populismo della sinistra: "No alla Tav, il No agli inceneritori, il No al nucleare. Tutti No. Come se la complessità potesse essere affrontata cancellando le scelte invece che assumendole".

Il riferimento è anche alle posizioni assunte dal Movimento 5 Stelle e da Giuseppe Conte sulla politica estera e sulla guerra in Ucraina, e l'accusa al Pd: "Sta scivolando verso il populismo con la pochette di Conte". Per Picierno serve uno spazio politico alternativo alle ambiguità che attraversano una parte dell'opposizione. "C'è un'Italia democratica, europeista, che è stanca di scegliere ogni volta il meno peggio", sostiene. Un'Italia che, aggiunge, non vuole più "andare a votare turandosi il naso".

Da qui la sfida lanciata dal palco del Parenti: costruire un polo democratico ed europeista capace di rompere la logica delle tifoserie e parlare direttamente agli elettori. Non il ritorno del Terzo Polo. Almeno nelle intenzioni. Piuttosto il tentativo di trasformare l'europeismo da semplice collocazione politica a identità. "Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Ursula Hirschmann, Eugenio Colorni, Mario Alberto Rollier e tanti altri. Noi siamo figli di quella memoria, di quell’impegno e di quel coraggio", dice Picierno. Una scommessa che guarda alle Politiche del 2027 e che da Milano prova a rimettere in movimento il centro riformista italiano. (di Andrea Persili)

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