Progetto Civico Italia debutta a Roma, Onorato: "Portiamo una ventata di freschezza"

Il messaggio del coordinatore del movimento, forte di 685 amministratori e 400 comitati civici, è netto: rispetto per i partiti del centrosinistra e volontà di rafforzare il fronte progressista

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi con Alessandro Onorato, coordinatore di Progetto Civico Italia - Foto Adnkronos
Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi con Alessandro Onorato, coordinatore di Progetto Civico Italia - Foto Adnkronos
12 giugno 2026 | 17.15
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Progetto Civico Italia nasce ufficialmente, ma il lavoro sul territorio va avanti da mesi: il movimento, coordinato da Alessandro Onorato, riunisce già migliaia di persone: 685 amministratori e 400 comitati civici. Una rete che, sottolinea Onorato a margine della prima assemblea del movimento oggi, venerdì 12 giugno a Roma, rappresenta “una ventata di freschezza” e una novità per il campo del centrosinistra. Onorato ribadisce che il progetto “aggiunge e non divide” con l’obiettivo di contribuire alla rinascita del Paese e rafforzare il fronte progressista. Il messaggio a Schlein e Conte è chiaro: rispetto per i partiti e nessuna interferenza nelle loro dinamiche, ma la volontà di far vincere il campo progressista. La componente civica, afferma, è già unita e radicata sul territorio, scelta direttamente dai cittadini. Quanto alle primarie, Onorato osserva che al momento non sono previste, ma se venissero indette “qualcuno di Progetto Civico Italia ne farà parte”.

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"Picierno? Terzo Polo ininfluente, oggi due campi netti"

Onorato interviene anche sul ruolo di Pina Picierno, spiegando di non sapere quali siano le sue intenzioni politiche. "Da quanto leggo, mi sembra di capire che andrà nel Terzo Polo", afferma, sottolineando che oggi è necessario scegliere con chiarezza "se stare nel centrodestra o nel centrosinistra". A suo giudizio, il Terzo Polo rischia di diventare ininfluente in un contesto politico polarizzato: "Oggi ci sono due campi netti: con Trump o contro Trump, con il governo Meloni o per ricostruire un'Italia, tradita dalle promesse dei falsi patrioti".

"Noi di centro o moderati? Mai visto un amministratore moderato"

Alessandro Onorato respinge l’idea che Progetto Civico Italia sia una forza di centro o "moderata". "Non conosco un sindaco o un assessore moderato: gli amministratori affrontano problemi che spesso i governi nazionali scaricano sui territori", afferma. Per Onorato, se moderazione significa rispetto delle istituzioni, allora il movimento lo è, ma la sua identità resta quella di una forza innovatrice, abituata a "fare le cose", qualità che ritiene indispensabile soprattutto nel centrosinistra. Sul possibile coinvolgimento di Renzi, sottolinea che esistono molti protagonisti che potrebbero contribuire alla costruzione di una forza progressista che oggi manca. Ma precisa che Progetto Civico Italia, composto da amministratori e non da frequentatori del Transatlantico, evita "ragionamenti pindarici" e si concentra su ciò che può realizzare concretamente. Rivendica l'unità raggiunta dal movimento "con generosità e poche risorse" e l'obiettivo di aiutare non solo le città ma anche il centrosinistra nazionale. Quanto alle future alleanze, Onorato chiarisce: "Non siamo noi a dare cartellini gialli o rossi. Siamo abituati a unire".

"Nasce una nuova forza civica, autonoma e radicata sul territorio"

Alessandro Onorato rivendica la nascita di una nuova forza politica, composta da amministratori che si assumono una responsabilità concreta, non legata a correnti o giochi di potere, ma alla volontà di servire il Paese trasformando idee in risultati. Sottolinea che non si tratta dell'ennesimo partito, bensì dell'ingresso in campo di una nuova classe dirigente stabile, organizzata, civica e riformista. Rispondendo alle critiche, Onorato respinge le accuse di essere un'operazione "eterodiretta" o un progetto da laboratorio e ironizza su chi sostiene che il movimento non porti voti, ricordando che molti parlamentari sono eletti grazie alle liste bloccate e non con le preferenze. Rivendica invece l'"ebrezza democratica" di essere scelti direttamente dai cittadini. Interviene, poi, sulle polemiche riguardanti Goffredo Bettini, difendendolo come figura storica della sinistra, che ebbe il coraggio di sostenere una coalizione larga già trent’anni fa, contribuendo a vent’anni di buon governo a Roma. Onorato riconosce a Bettini il merito di aver incoraggiato il progetto fin dagli inizi e ribadisce che il movimento cammina in autonomia dentro un campo largo che non si limita all’autosufficienza della sinistra.

"Meloni vuole leader solitario, faremo battaglia per preferenze"

Onorato attacca la riforma elettorale del governo Meloni. “Facciamo una politica che non promette miracoli, ma mantiene gli impegni. Tutto il contrario della legge elettorale che il governo Meloni propone per nascondere la crisi politica della destra italiana" sottolinea Onorato. Contesta, poi, il premio di maggioranza "fuori misura", l'assenza delle preferenze e "un leader solitario sancito nelle schede". Sostiene che nei territori devono essere presenti anche deputati e senatori e che "l'unico modo per obbligare chi non lo fa è reintrodurre le preferenze". Annuncia una raccolta firme con iniziative "in 100 piazze del nostro Paese" e invita i leader del centrosinistra a sostenere la battaglia. Ricorda infine che "il primo partito italiano è quello dell’astensione" e che è un dovere morale restituire a 51 milioni di elettori la possibilità di scegliere chi mandare in Parlamento.

"Il fisco sia giusto con tutti, basta patrimoniali mascherate"

Onorato denuncia un sistema fiscale che "non può essere forte con i piccoli e timido con i giganti", spiegando che il problema non è far pagare di più "a chi produce", ma far pagare "il giusto a chi sfrutta il nostro mercato senza restituire abbastanza". Rivendica una visione basata su "meno tasse sul lavoro e sugli investimenti", incentivi stabili e regole semplici, insieme a un sostegno concreto alle Pmi, definite "il cuore dell'Italia".

Onorato prende posizione anche sul tema della patrimoniale: "Non parliamone più, non colpirebbe mai chi fa guadagni spropositati ed è pronto a scappare all'estero". Accusa poi il governo Meloni di aver già imposto "la patrimoniale di Meloni", citando l’aumento della pressione fiscale "dal 41,7% al 43,1% in quattro anni". Conclude definendo questa responsabilità "inaccettabile".

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