Quindici storie di cittadinanza e nuovi italiani
Quindici storie per raccontare un’Italia che esiste già, ma che spesso non trova ancora pieno riconoscimento giuridico. È questo il cuore di “Volti italiani. 15 storie che ci spiegano perché serve una legge sulla cittadinanza”, il libro di Victoria Karam, pubblicato da Castelvecchi Editore che sarà presentato giovedì 12 febbraio, alle ore 14:30, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati.
All’incontro, insieme all’autrice, partecipano Ouidad Bakkali, Giorgia Rombolà e Chiara Braga. Modera Matteo Favero.
Il volume nasce dall’omonimo progetto social “Volti italiani”, ideato da Karam per scardinare stereotipi e pregiudizi attraverso ciò che più accomuna le persone: i volti e le esperienze di vita. Il libro raccoglie testimonianze di cittadine e cittadini con background migratorio, componendo un racconto corale dell’Italia contemporanea.
Tra le storie, quella di Samir, arrivato in Italia da adolescente dopo aver attraversato il Mediterraneo. Oggi lavora come guida di un atleta non vedente, ma non ha potuto accompagnarlo alle Paralimpiadi perché privo di cittadinanza. Oppure Andrei, nato in Romania ma cresciuto e formato nelle scuole e università italiane, oggi ricercatore, che non è mai riuscito a diventare italiano a causa di ostacoli burocratici e requisiti economici.
Racconti diversi, uniti da un filo comune: la distanza tra l’integrazione vissuta nella quotidianità e il riconoscimento formale dello status di cittadino. Un tema che, come suggerisce il libro, va oltre il dibattito politico e tocca la dimensione dei diritti, dell’identità e dell’appartenenza.
Victoria Karam, nata a Salerno e cresciuta a Vicenza da genitori brasiliani, ha ottenuto la cittadinanza italiana a 22 anni. Dalla sua esperienza personale è nato “Volti italiani”, progetto che nel tempo è diventato anche una rubrica settimanale sull’HuffPost e ha trovato spazio su diversi media.
Il libro si inserisce così in un dibattito ancora aperto, proponendo un approccio narrativo: non numeri o slogan, ma volti, percorsi e vite concrete. Perché, come emerge dalle pagine, la cittadinanza non è solo una questione amministrativa, ma un passaggio decisivo nel rapporto tra individuo e Stato.