Vacanza cancellata dopo messaggio tramite Booking, il gestore della struttura: "Io massacrato ma lo rifarei, non si può far finta di niente come con Hitler"
Aveva prenotato una vacanza in Toscana con la famiglia tramite Booking.com, ma poco dopo ha ricevuto un messaggio inatteso dal proprietario della struttura: per essere davvero la benvenuta avrebbe dovuto prendere le distanze dalle politiche del governo Netanyahu. È la vicenda raccontata da alcuni media online israeliani e rilanciata sui social, compresa la pagina 'Noi che amiamo Israele', che vede protagonista una turista israeliana e Pietro Del Zanna, gestore dell’agriturismo 'Le Cantine'.
Nel messaggio inviato tramite la piattaforma di prenotazioni, l’albergatore spiegava di non essere “antisemita”, ma di non riuscire a “far finta di niente” rispetto alla guerra a Gaza scoppiata dopo il 7 ottobre. Per questo chiedeva alla cliente quale fosse la sua posizione rispetto alle scelte del governo israeliano, aggiungendo che, se avesse voluto cancellare la prenotazione dopo avere conosciuto il suo punto di vista, non avrebbe applicato alcuna penale. La turista ha raccontato di essersi sentita “scioccata” dalla richiesta di dover dichiarare preventivamente le proprie opinioni politiche per poter soggiornare nella struttura. Dopo avere annullato il viaggio, ha pubblicato online lo scambio e ha presentato un reclamo a Booking.com, sostenendo di avere subito una discriminazione in quanto israeliana o per le proprie idee politiche.
Contattato dall’Adnkronos, Del Zanna conferma il contenuto del messaggio e respinge le accuse di antisemitismo. “È spiegato molto semplicemente tutto lì, nel mio messaggio. D’altronde la situazione è quella che è. Lungi da me avere atteggiamenti antisemiti, ma anche far finta di niente, in questa temperie, non mi andava bene...”, afferma. Nel messaggio, spiega, aveva scritto alla cliente che “se condivideva l’atteggiamento del proprio governo, sapeva come io la pensavo”. E aggiunge: “Le ho detto semplicemente che, se voleva annullare la prenotazione perché conosceva la mia posizione, non ci sarebbe stata alcuna penale”.
Dopo la cancellazione, la vicenda è stata rilanciata sui social e da alcuni media online israeliani: “Lei ha diffuso questo messaggio su Facebook, a destra e a sinistra, sui giornali. Ora mi stanno massacrando, mi stanno boicottando la struttura. Ma sto ricevendo anche molti attestati di solidarietà, fortunatamente anche da ebrei israeliani che non ne possono più di questa situazione”. L’albergatore sostiene di avere sempre mantenuto toni civili: “Ho risposto in modo garbato, spiegando qual è la mia posizione”. Alla domanda se rifarebbe quel gesto, Del Zanna risponde senza esitazioni: “Ma certo. Io credo fermamente che non si possa far passare come se niente fosse quello che sta succedendo in Palestina”.
Poi rivendica il proprio pacifismo: “Sono un convinto pacifista. Anni fa presentavamo in giro per l’Italia il libro ‘La storia dell’altro’, realizzato da un insegnante israeliano e uno palestinese, dove cercavano di raccontare ciascuno la propria storia e, dove non riuscivano a trovare una posizione comune, lasciavano la pagina bianca. Sono per la pace in quell’area. Hanno vinto gli estremismi da una parte e dall’altra”.
Quindi il paragone con il nazismo: “Io però non riesco ad accettare di dover far finta di niente davanti a qualcuno che approva certi metodi. Come immagino ai tempi di Hitler davanti a chi approvava i metodi delle SS”. Del Zanna respinge però l’accusa di avere impedito il soggiorno alla famiglia israeliana: “Non sono di quelli che dicono ‘boicotto Israele, non viene nessuno’. Io le ho detto come la pensavo, poi decideva lei se venire oppure no”. E precisa ancora: “Aveva già prenotato tramite Booking. Siccome era a ridosso dell’arrivo avrebbe dovuto pagare una penale per cancellare. Io le ho detto che, se decideva di annullare, non le avrei fatto pagare nulla. Non le ho detto: ‘Tu non devi venire’”. ( di Antonio Atte )