Bufera su Vannacci, Pd insorge e Bongiorno dice: "Forse vuol tornare al delitto onore..."

nel mirino l'attacco del leader di Fn alla legge sul femminicidio

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14 giugno 2026 | 15.58
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E' bufera politica dopo le parole di Roberto Vannacci sul reato di femminicidio. Per il leader di Futuro nazionale si tratta di "un omicidio come tutti gli altri". Parole che arrivano nella affollatissima conferenza stampa della giornata conclusiva dell'assemblea costituente di Futuro nazionale, e poi ribadite, con ancora più enfasi, nell'intervento conclusivo dal palco dell'auditorium della Conciliazione. "Uomini e donne sono uguali- è il suo ragionamento- non c'è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole. Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità". "Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri", scandisce. Un ragionamento che lo porta a dire pure di essere contrario alle cosiddette quote rosa, alla parità di genere, tema su cui il generale ha promesso un emendamento alla legge elettorale per stopparle. "Una posizione di lavoro la si guadagna in base al merito, non in base a quello che uno ha sotto le mutande, questa è parità. Perché non mettiamo le quote rose per i fabbri o per i muratori e invece le mettiamo per i politici o i dirigenti? Così come c'è la violenza sulle donne, esiste quella sugli anziani e non c'è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri".

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Immediate le repliche da parte degli esponenti delle opposizioni. Tra le prime ad accusare Vannacci è Cecilia D'Elia, senatrice del pd che parla di "negazionismo patriarcale" da parte di chi "non vede l'esistenza della violenza maschile contro le donne, e il carattere proprio dei femminicidi". Il leader di Fn "è intriso di quella cultura che dobbiamo cambiare e che cambieremo, con buona pace sua e dei suoi sodali", scrive su Fb. Nel frattempo Vannacci sale sul palco e rincara la dose: la legge sul femminicidio "è una assurdità, serve a fare il lavaggio del cervello alla cittadinanza, non è questa la funzione del diritto penale la cui suddivisione in fattispecie non ha basi".

Si alza pure il livello delle repliche: "Solo dalla feccia possono originare le parole gravissime pronunciate da Vannacci sui femminicidi, il femminicidio non è uno slogan ideologico, ma un fenomeno riconosciuto e studiato da istituzioni, magistratura e organismi internazionali. Non serve a stabilire che una vita valga più di un’altra, ma a descrivere delitti che maturano in dinamiche di possesso, controllo e sopraffazione.", dice la deputata Pd Michela Di Biase. Per la senatrice Valerai Valente (Pd) "chi nega l'esistenza stessa del fenomeno lo fa perché nega la specificità della dinamica della violenza maschile, sa che tocca un equilibrio di potere reale ed è portatore di una cultura patriarcale"- Per questo, aggiunge "la nostra battaglia culturale è giusta e va portata avanti".

Sulle parole del generale interviene anche la deputata Laura Ravetto, da poco transitata con Fn e che, come gli altri parlamentari confluiti in Futuro nazionale, quella legge per l'istituzione del femminicidio l'hanno votata. "Non si tratta -dice all'AdnKronos- di negare il fenomeno, io quanto detto da Vannacci lo capisco come giurista, ha solo detto che il valore della vita è uguale per tutti, è una affermazione giuridica di principio, penso che anche la Corte Costituzionale potrebbe avere da eccepire sulla legge". "Non si vuole certo negare la tutela delle donne, né la gravità di uccidere una donna, ma banalmente si vuole ricordare che un omicidio è sempre un omicidio", taglia corto Ravetto.

Tra le reazioni più dure invece quella della senatrice della Lega, Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia del Senato, promotrice della legge 181/2025 che ha introdotto nel codice penale l'articolo 577-bis, che istituisce appunto il reato specifico di femminicidio. Per la Bongiorno infatti le parole di Vannacci sono "fuorvianti". "Il punto -spiega- non è che la morte di una donna 'pesa' più di quella di un uomo, ma la gravità della spinta che porta a uccidere una donna per odio o disprezzo, ritenendola un essere inferiore". "Spero non ci sia nostalgia per il reato previsto fino al 1981, quando venivano concesse attenuanti a chi uccideva una donna per causa d’onore", conclude amara. Infine da Italia Viva si fanno sentire le senatrici Daniela Sbrollini, capogruppo in commissione Femminicidio, e Dafne Musolino, vicecapogruppo al Senato, che parlano di "parole gravissime e offensive nei confronti delle tante donne vittime di violenza e delle loro famiglie".

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