Cacciari a Otto e mezzo: "Il patentino antifascista è un'idiozia"

"Se mi si chiede di firmare un patentino per andare ad un festival, io non ci vado"

Massimo Cacciari - (Fotogramma)
Massimo Cacciari - (Fotogramma)
16 giugno 2026 | 18.15
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"Il patentino antifascista è un'idiozia". Massimo Cacciari, a Otto e mezzo, risponde così alle domande sulle polemiche legate al 'patentino antifascista', tema affrontato anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Per partecipare alla fiera della piccola e media editoria 'Più libri più liberi', che si svolgerà a Roma, le case editrici dovranno ottenere quest’anno il 'patentino antifascista', sottoscrivendo un’apposita dichiarazione. Si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica", le parole della premier.

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"Non è ridicolo parlare di questo argomento, con tutto quello che succede nel mondo?", dice Cacciari, sollecitato sull'argomento da Lilli Gruber. E"' ridicola la posizione della Meloni esattamente come è ridicola la richiesta del patentino antifascista. Non è antifascista chi firma un patentino, qualcuno lo è in base a quello che fa e che ha fatto. Pochi sono antifascisti in questo senso in questo paese e in Europa. Essere antifascisti significherebbe condannare apertamente le politiche di Israele, assumere posizioni nette nei confronti di posizioni razziste come quelle che emergono all'interno del governo americano", prosegue il filosofo e politologo. "Se mi si chiede di firmare un patentino per andare ad un festival, io non ci vado. Se una casa editrice firma il patentino, cesso di pubblicare con quella casa editrice. Ma che scandalosa idiozia è? Fa senso solo parlarne. Gli organizzatori del festival sono padroni di invitare chi vogliono, ma l'idea del patentino fa schifo", ribadisce.

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